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Un pullman carico di speranza: il racconto di Luberti, di rientro dall’Ucraina (Video e foto)

GUERRA - Sono partiti i fratelli Andrea e Daniele, il loro collaboratore Giuseppe Gagliardi e Ismaele La Vardera de "Le Iene". Stasera, 9 marzo, la messa in onda della trasmissione che li vede protagonisti. «Al confine con l'Ungheria, anche alle 4 di notte, c'era una fila di 7 chilometri, con donne e bambini in piedi, con il loro trolley, da soli. I loro mariti e padri, in patria a combattere»
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di Maria Nerina Galiè
Andrea e Daniele Luberti, insieme con il loro collaboratore Giuseppe Gagliardi, si sono trovati nel mezzo di un’avventura che stasera li catapulterà sulle reti nazionali: il 3 marzo sono partiti da Ascoli, diretti in Ucraina con un pullman della loro flotta stracarico di beni di ogni genere, per poi riportare in Italia 50 profughi, anziani, donne e bambini. Con loro Ismaele La Vardera de “Le Iene”. Stasera la messa in onda della trasmissione che li vede protagonisti.

Andrea Luberti e Ismaele La Vardera

«Siamo imbarazzati di tutto questo clamore», ammette Andrea Luberti, appena arrivato ad Ascoli, dopo un viaggio di andata e ritorno di 84 ore, per 4.000 chilometri, senza sosta.

Viaggiare è il loro mestiere, ma «quello che abbiamo visto, le emozioni provate in questa occasione, sono state di enorme impatto emotivo», aggiunge l’imprenditore ascolano.
Come vi è venuta l’idea?
«In realtà la proposta è arrivata da Mediaset, con cui avevamo già collaborato: si tratta di andare a prendere dei profughi, ci avevano detto. Senza pensarci due volte abbiamo detto di sì. Senza sapere a cosa andavamo incontro, dove e come di preciso.
Nella fase organizzativa, ci hanno suggerito, se era possibile, di portare in Ucraina qualcosa per la popolazione. Abbiamo quindi interessato il sindaco Marco Fioravanti che si è immediatamente mobilitato, con la raccolta del 2 e 3 marzo, nella sede del Comando della Polizia Municipale di Ascoli.
E devo dire che gli ascolani sono stati talmente generosi che abbiamo caricato il pullman a più non posso».

Andrea e Daniele Luberti, Giuseppe Gagliardi e la troupe de “Le Iene”

Andrea, Daniele, Giuseppe e la troupe  televisiva sono partiti da Ascoli la sera del 3 marzo.

«Sono tanti i nostri colleghi che si stanno muovendo per portare aiuti all’Ucraina. Ma in genere si fermano al confine. Noi siamo entrati in Ucraina per 50 chilometri, a Chernivtsky per l’esattezza, scortati dall’esercito locale e incolonnati con 6 tir carichi di prodotti raccolti in Italia, da iniziative solidali. Abbiamo scaricato tutto in un palazzetto dello sport adibito a centro di stoccaggio.
Lì, ad attenderci, c’erano le 50 persone che dovevamo portare in Italia, a Chivasso (Torino), in un istituto religioso pronto ad accoglierli».
Anche in questo caso tutto era stato organizzato da Mediaset, «ma sono talmente tante le persone che stanno scappando da quei posti – spiega Andrea – che basterebbe dare la disponibilità alle organizzazioni umanitarie locali che li stanno aiutando, per portare qui pullman pieni».
Che cosa vi ha colpito di più, all’arrivo in Ucraina?
«Al confine con l’Ungheria, anche alle 4 di notte, c’era una fila di 7 chilometri, con donne e bambini in piedi, con il loro trolley, da soli. I loro mariti e padri, in patria a combattere. Una cosa incredibile. L’immagine della vera disperazione».
Come è andato il ritorno con i 50 ospiti?
«All’inizio – sono ancora le parole di Andrea Luberti – erano tristi, muti, disorientati. Poi, pian piano si sono sciolti. Forse rilassati, consapevoli che si stavano allontanando, sì, dalla loro casa, ma soprattutto dal pericolo e dalla paura».
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