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Sanità, i 5 punti che non sono piaciuti al Partito democratico della Riviera

SAN BENEDETTO - Il segretario comunale analizza e critica quanto emerso dal Consiglio comunale aperto, dal nuovo ospedale alla Casa di Comunità: «Inutile passerella che ha sancito il trionfo della vaghezza». Stoccata anche a Spazzafumo: «La cosa che meno ci è piaciuta è stata la chiusura del primo cittadino: ha detto di ritenersi soddisfatto dell'incontro»
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Claudio Benigni

 

«Nulla di fatto»: così i membri del Partito Democratico di San Benedetto, in una nota del segretario comunale Claudio Benigni, a commento del Consiglio comunale aperto di ieri, 12 maggio, nella città rivierasca.  «Un Consiglio comunale aperto che ha confermato le aspettative».

La nota del Pd sambenedettese continua con 5 punti emersi. 

«Il nuovo ospedale: la rassicurazione a voce, perché di atti e delibere manco l’ombra, arrivata ieri è che, semmai nei prossimi 10-15 anni dovesse realizzarsi il nuovo ospedale, (a Fermo ne hanno impiegati 16) sarà solo un contenitore che ospiterà ciò che già esiste.

 

L’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto

In pratica, restano due mezzi ospedali (l’attuale e malfunzionante modello di Area Vasta) che però sulla carta saranno “ospedali di 1° livello”.

 

Secondo l’assessore alla sanità Saltamartini, si può interpretare/aggirare il Decreto Balduzzi per moltiplicare al contrario pani e pesci, realizzando così un nuovo ospedale di primo livello, malgrado il bacino di utenza non raggiunga i 150.000 residenti. Senza parole. In conclusione, i cittadini continueranno a fare la spola tra Ascoli e San Benedetto, con gli ospedali che si “compenseranno” ovvero si accorperanno reparti e si seguiterà a chiudere servizi, anche perché non si trovano medici e infermieri. Abortita invece la mozione del 2019».

 

Il secondo punto riguarda dall’ospedale esistente: «Nel frattempo, nei 10/15 anni che passeranno, nulla c’è  per il fu “Madonna del Soccorso”, né per le strumentazioni, né per l’organizzazione  e né per il personale, a cui peraltro vengono negate indennità e diritti sacrosanti, ma ci regaleranno tra scene di giubilo “un asilo per i figli dei sanitari”».

 

Guido Castelli

Sulle risorse, nella disamina di Benigni viene chiamato in causa l’assessore regionale Guido Castelli: «Zero risorse: l’ex sindaco di Ascoli Castelli, in risposta sul Piceno fanalino di coda della Regione per spesa sanitaria pro capite, con il cucchiaio di legno alla nostra città, dà prima di tutto la colpa di tutto alla politicizzazione (perché lui non ci ha vinto le regionali) per poi scaricare ogni responsabilità sulla Giunta Spazzafumo, rea probabilmente di non avere ancora individuato l’area del nuovo nosocomio, pena il non appostamento delle risorse in bilancio.  Nessuno ha potuto replicargli perché la passerella pianificata impediva il contraddittorio, ma il sindaco avrebbe potuto controbattere che, se non esiste un progetto che individua quante specializzazioni, servizi e apparecchiature ospiterà il nuovo ospedale, non si potranno definire le caratteristiche adeguate dell’area da individuare».

 

«Al contrario – continuano i dem – non si è udita alcuna proposta sulla medicina territoriale. E manco una risposta c’è stata, rispetto ai tantissimi quesiti posti dai comitati, operatori sanitari, rappresentanze sindacali e politiche nonché dai cittadini presenti.  Una su tutte l’indispensabilità di utilizzare le irripetibili risorse del Pnrr, per riequilibrare la Sanità regionale che invece è peggiorata. Al nostro Distretto, con 102.000 utenze, spettano per legge 2 case di Comunità e non 1 (a Macerata ne hanno 7 tanto per dire), oltre ai 40 posti letto dell’ospedale di Comunità anziché 20. Il silenzio.

Poi ancora sulla Casa di Comunità, nulla viene detto sulla dismissione della struttura di via Romagna. In attesa della perizia di cui non c’è ancora traccia, l’enorme e intuibile plusvalore che deriva dalla permuta con l’area periferica di via Sgattoni, dovrebbe essere reinvestito nel nostro territorio ma anche in questo caso nessuna garanzia dalla Regione. Nemmeno questa risorsa.

 

Antonio Spazzafumo

La stoccata finale del segretario Pd è toccata al sindaco Spazzafumo: «Alla fine di una prevedibile quanto inutile passerella che ha sancito il trionfo della vaghezza, la cosa che meno ci è piaciuta, è stata la chiusura del primo cittadino Antonio Spazzafumo il quale ha detto di ritenersi soddisfatto dell’incontro. Contento lui dovremmo dire. In verità speriamo per la città che si ravveda e pretenda quello che ci spetta»

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