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Ricostruzione: lunedì via i lavori ad Arquata

SISMA - Smontaggi degli edifici e macerie. L'assessore regionale Castelli: «Programma complesso, predisposto al meglio ogni passaggio». Si comincia anche nel Maceratese: Visso, Ussita, Pieve Torina e Castelsantangelo sul Nera
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Proprio ad Arquata, oggi giovedì 18 agosto, si è svolto l’ultimo sopralluogo prima della partenza dei lavori che riguarderanno il centro storico del borgo e che prevedono la demolizione totale o parziale, lo smontaggio controllato e alcune messe e in sicurezza per 24 edifici, nonché la realizzazione di una strada provvisoria di accesso al cantiere.

 

Lunedì prossimo 22 agosto – a quasi sei anni esatti da quella terribile notte – il via ai lavori. Non solo ad Arquata ma anche nelle località maceratesi di Visso, Ussita, Pieve Torina e Castelsantangelo sul Nera. Gli interventi pianificati dall’Ufficio Speciale Ricostruzione (soggetto attuatore) riguardano il capoluogo ed hanno un costo di oltre 2 milioni 800.000 euro.

 

Guido Castelli

L’assessore regionale Guido Castelli: «Siamo davanti ad un programma complesso che non prevede solo demolizioni selettive e smontaggi controllati ma che passa anche attraverso il recupero di beni di valore e delle strutture storico/architettoniche di pregio. Un’opera strategica e necessaria per avviare la ricostruzione dei borghi più devastati dal sisma, in cui abbiamo predisposto al meglio ogni passaggio, compresa la relativa cernita dei materiali e la parte relativa al trattamento delle macerie».

 

E’ stimato che sono oltre 7.400 metri cubi le macerie pronte a essere lavorate, trasportate e recuperate/smaltite, per un peso complessivo di circa 12.000 tonnellate.

 

Prima le macerie venivano trattate come rifiuto urbano e trasportate in appositi piazzali dove si provvedeva a cernita e smaltimento dei singoli materiali con gli elementi di pregio, vincolati dalla Sovrintendenza, accatastati in aree prese in affitto. Ora, invece, nel Piano dell’Usr tutte le demolizioni verranno affidate a ditte specializzate che agiranno sul posto per la cernita dei materiali (ferro, legno, ecc.) che verranno selezionati e trattati come “rifiuti da demolizione”. Gli elementi degni di recupero (archi, statuine e altro) rimarranno in loco e dovranno obbligatoriamente essere riutilizzati nella ricostruzione per evitare di creare nuove aree di deposito.

 

Durante le operazioni verrà allestita anche una zona destinata ai proprietari degli immobili i quali avranno modo di assistere e partecipare ad ogni passaggio.




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