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Le Marche nel discorso di Giorgia Meloni: «Vicini agli alluvionati, contate su di noi»

LA PRESIDENTE del Consiglio ha garantito l'attenzione del Governo ricevendo applausi bipartisan. Nelle sue dichiarazioni programmatiche per la fiducia alla Camera ha anche parlato di "Piano Mattei per l'Africa", riferendosi all'illustre maceratese, fra gli artefici della ricostruzione post bellica
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Non ci sono marchigiani nel nuovo Governo ma la nuova presidente del Consiglio Giorgia Meloni tiene ben presenti le Marche, tra l’altro governate dal suo amico di vecchia data Francesco Acquaroli. La premier ha parlato per ben due volte delle Marche nelle sue dichiarazioni programmatiche per la fiducia questa mattina alla Camera. Il suo pensiero è corso alle popolazioni marchigiane colpite un mese fa dalle alluvioni.

 

«Siamo vicini alle comunità vittime dell’alluvione Marche, contate su di noi» ha detto garantendo che il governo non le lascerà sole. Questo ha fatto scattare una standing ovation e applausi bipartisan in sala.

 

«Servono investimenti strutturali  – ha aggiunto – per affrontare l’emergenza climatica, le sfide ambientali, il rischio idrogeologico e l’erosione costiera, e per accelerare i processi di ricostruzione dei territori colpiti in questi anni dai terremoti e da calamità naturali, come la drammatica alluvione che nella notte tra il 15 e il 16 settembre ha sconvolto la Regione Marche. Consentitemi, insieme a tutti voi, di rinnovare qui il cordoglio per le vittime e la vicinanza a tutta la comunità: siamo al vostro fianco e non vi abbandoneremo. La cura per il nostro territorio, da ogni punto di vista, sarà una priorità per questo Governo».

 

Secondo riferimento della premier alle Marche, attraverso la citazione di uno dei suoi figli più illustri, il matelicese Enrico Mattei, di cui ricorrono giovedì i sessant’anni dalla morte. Meloni ha parlato della necessità di un piano Mattei per l’Africa.

 

«Rimuovere le cause  – ha proseguito la Meloni – che portano i migranti, soprattutto i più giovani, ad abbandonare la propria terra, le proprie radici culturali, la propria famiglia per cercare una vita migliore in Europa. Il prossimo 27 ottobre ricorrerà il sessantesimo anniversario della morte di Enrico Mattei, un grande italiano che fu tra gli artefici della ricostruzione post bellica, capace di stringere accordi di reciproca convenienza con nazioni di tutto il mondo. Ecco, credo che l’Italia debba farsi promotrice di un “Piano Mattei per l’Africa”, un modello virtuoso di collaborazione e di crescita tra Unione europea e nazioni africane, anche per contrastare il preoccupante dilagare del radicalismo islamista, soprattutto nell’area sub-sahariana. Ci piacerebbe – ha concluso – così recuperare, dopo anni in cui si è preferito indietreggiare, il nostro ruolo strategico nel Mediterraneo».

 

(a.p.)




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