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Whirlpool, in arrivo un’interpellanza parlamentare a firma di Augusto Curti e Irene Manzi

L'EX SINDACO di Force, vicinissima al luogo dove sorge lo stabilimento di Comunanza, non perde di vista la vicenda che rischia di mettere in ginocchio il suo territorio. Intanto domani 28 ottobre si riunisce a Roma il coordinamento sindacale nazionale
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di Maria Nerina Galiè
Augusto Curti, neo eletto deputato per il Partito Democratico e già sui banchi dell’opposizione in Parlamento per sollevare questioni che riguardano da vicino anche il territorio dove risiede ed è “nato” politicamente, non perde di vista la vertenza Whirlpool.
Domani, 28 ottobre, è in programma un’altra importante tappa: si riunirà a Roma il coordinamento sindacale, dove sarà fatto il punto ma anche decise eventuali azioni di protesta.
Uno dei due stabilimenti marchigiani, quello di Comunanza, sorge lungo la Valdaso – a Villa Pera – a pochissima distanza dalla sua Force, di cui Augusto Curti è stato sindaco per anni, prima di spiccare il volo che lo ha portato a Roma.
Per i lavoratori italiani della multinazionale sono questi giorni cruciali, dopo l’ufficializzazione della trattiva in corso per la vendita della fetta Emea.
La notizia è arrivata dopo un mese di silenzio da parte dell’azienda, che il 28 settembre aveva disertato il tavolo al Mise, dove dipendenti, sindacati e governo aspettavano risposte sul piano industriale o almeno una qualche anticipazione sui programmi futuri dei siti nazionali, già allora in fibrillazione.
Invece tutti sono stati liquidati con una nota che rinviava ogni comunicazione al 21 ottobre. E così è stato. Ma lo strettissimo canale di informazione aperto, si è chiuso con un’altra lapidaria certezza: i dettagli dell’eventuale vendita saranno resi noti solo a gennaio 2023.
In pratica, a trattativa conclusa, con accordi fatti e decisioni prese. Sulla pelle di 5.000 lavoratori in Italia, per non parlare dell’indotto che, in una zona come l’entroterra piceno, fa la differenza tra la “vita e la morte”, economicamente parlando.
Curti conosce bene la realtà di cui parla e sa anche cosa potrebbe accadere come conseguenza alla chiusura del sito produttivo.

Irene Manzi

In una nota sottoscritta da Curti insieme con la collega parlamentare e di partito Irene Manzi, si sollecita alla Whirlpool un confronto con i sindacati, «per avviare una indispensabile interlocuzione di merito sul futuro degli stabilimenti e la tutela dei lavoratori.
Ogni trattativa con potenziali acquirenti per le attività europee deve essere preceduta da doverose interlocuzioni e confronti con le istituzioni e le parti sociali».

Ma l’azione di Curti e della Manzi non si fermerà qui.
Stanno infatti preparando un’interpellanza parlamentare ed è loro intenzione coinvolgere tutti i parlamentari delle regioni italiane dove sorge uno stabilimento Whrilpool.
 «La mia attenzione – afferma inoltre l’onorevole Curti – al tema Whirlpool è e sarà altissima. E non potrebbe essere altrimenti, vista l’importanza che gli stabilimenti di Comunanza e Fabriano  rivestono, da anni, per i nostri Territori.
L’azienda sta alimentando quel senso di precarietà che, da troppo tempo, mina la serentià dei lavoratori di interi comprensori.  
Io credo, al contrario, che da Whirlpool si debba pretendere il rispetto, la trasparenza e l’osservanza degli impegni assunti.
 Piange il cuore nel vedere come la grande azienda nata dalla visione e dall’impegno della famiglia Merloni, venga trattata alla stregua di una preda di caccia.
 E’ assolutamente necessario, infatti, che l’eventuale passaggio si svolga con trasparenza sui programmi futuri e sul piano industriale. Il Ministero, inoltre, dovrà farsi carico di ottenere specifiche garanzie sulla continuità aziendale».  

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