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Influenza, tornata alla carica dopo la tregua del 2021: nel Piceno sale la richiesta di vaccini

ASCOLI - Il dottor Claudio Angelini, direttore del Servizio Igiene e Sanità pubblica e del Dipartimento di prevenzione spiega come vengono acquistati e distribuiti ai medici di medicina generale
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Il dottor Claudio Angelini

 

di Maria Nerina Galiè

 

Dopo la tregua del 2021, l’influenza è tornata prepotentemente alla carica.

«Lo scorso anno – spiega il dottor Claudio Angelini, direttore del Servizio Igiene e Sanità pubblica e del Dipartimento di prevenzione dell’Area Vasta 5 – l’incidenza delle forme influenzali non ha raggiunto livelli tali da potersi definire epidemia. Quest’anno, invece,  la curva è partita in alto, superando già il picco dello scorso anno».

 

Difficile prevedere se questo vuol dire che l’influenza finirà prima oppure se si ammaleranno più persone. Il picco, in genere, è atteso a cavallo del nuovo anno, complici le “rimpatriate” natalizie.

«Così come non si può ancora stabilire – aggiunge Angelini – se prevale già la nuova mutazione, isolata in estate nell’emisfero australe, la H3N2. Inoltre, in qualche caso si può trattare di forme simil influenzali.

In ogni caso, c’è un netto incremento rispetto al 2021, quando le restrizioni anti Covid e i dispositivi di protezione hanno frenato la diffusione anche del virus dell’influenza».

 

Numeri maggiori, nel 2022, sono anche quelli delle persone che chiedono il vaccino anti influenzale.

Dopo la prima fornitura di ottobre, pari al 60% dell’ordine fatto, sul maggiore quantitativo di vaccini, da Area Vasta 5 (circa 14.000 dosi), sono già state richieste altre dosi (sulle 5.000).

«E’ già arrivato, e distribuito ai medici di medicina generale della provincia, quasi il 100% dell’intero ordine».

Gli ordini si fanno sulla base dello storico e della popolazione avente diritto in quanto ultra 65enne. C’è poi un’accordo con le case farmaceutiche che prevede un ulteriore fornitura del 20%, in caso di necessità.

«Appena fatta la prima distribuzione, appunto sullo storico del 2021, dal Sisp abbiamo chiamato tutti i medici di famiglia, per chiedere se avessero bisogno di altre dosi. Dopo aver raccolto le esigenze abbiamo riordinato».

 

Lo scorso anno molte dosi sono andate buttate aveva detto il direttore del Dipartimento di Prevenzione in una precedente intervista a Cronache Picene.

 

«Sì, nel rendiconto finale è emerso che diverse dosi non erano state utilizzate. C’è stata menole  richiesta. E sono state buttate via ovviamente.

Quest’anno abbiamo voluto fare meno spreco, tarando le consegne in base alle effettive necessità.

Ma ogni richiesta viene o è già stata esaudita. I vaccini ci sono per tutti. Inoltre è possibile vaccinarsi anche nelle farmacie, gratuitamente per gli aventi diritto o a pagamento per gli altri».

 

Infine sull’efficacia dei vaccini, il dottor Angelini sottolinea: «Si tratta di vaccini quadrivalenti, che coprono contro i virus del gruppo A (tra cui H1N1 e H3N2) e del gruppo B».

 

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