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Lo sfratto del Tribunale: c’è una mozione in Consiglio comunale

ASCOLI - L'hanno presentata Micaela Girardi e i capigruppo Alessandro Filiaggi (Insieme a Fioravanti per Ascoli), Daniela Massi (Fratelli d'Italia), Emidio Premici (Noi di Ascoli), Laura Trontini (Forza Ascoli), Mario Tacchini (Cittadini in Comune), Mauro Agostini (Lega). «Adoperarsi con urgenza per individuare ogni efficace ed opportuna soluzione che scongiuri esiti pesantemente negativi per la città derivanti da questa vicenda»
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Il Tribunale di Ascoli

 

Il Tribunale di Ascoli rischia lo sfratto. Dopo l’intervento dei consiglieri comunali Micaela Girardi e Alessandro Filiaggi (Insieme a Fioravanti per Ascoli), i due esponenti della maggioranza, come annunciato, hanno presentato una mozione in Consiglio comunale. Oltre a loro due l’hanno firmata anche i capigruppo Daniela Massi (Fratelli d’Italia), Emidio Premici (Noi di Ascoli), Laura Trontini (Forza Ascoli), Mario Tacchini (Cittadini in Comune), Mauro Agostini (Lega). E’ ovviamente indirizzata al sindaco Marco Fioravanti, al presidente del Consiglio comunale Alessandro Bono e al segretario generale del Comune Vincenzo Pecoraro. Eccola.

 

“La vicenda dello sfratto per finita locazione avviato dalla società proprietaria dell’edificio che ospita il Tribunale di Ascoli nei confronti dell’Agenzia del Demanio, che lo conduce in locazione, ha determinato una situazione paradossale che mette in serio pericolo l’essenziale servizio giurisdizionale, con grave danno per l’intera utenza del circondario e non solo. Inoltre, si rischia di produrre un duplice danno all’Amministrazione della Giustizia. Al primo danno di carattere eminentemente pratico per il concreto rischio di sfratto in mancanza (ad oggi) di una valida soluzione alternativa, si aggiunge quello non meno rilevante della perdita di credibilità e di fiducia nei confronti della amministrazione della giustizia: infatti, sono stati tenuti completamente all’oscuro gli operatori della Giustizia e la comunità tutta in merito allo sfratto per finita locazione che stando a quanto appreso dalla stampa e non smentito decorrerebbe già dal 28 dicembre 2022, e che addirittura sarebbe stato notificato già nel 2020 all’Agenzia del Demanio senza che a ciò conseguisse alcun coinvolgimento delle categorie che in quel luogo quotidianamente svolgono le funzioni giurisdizionali nell’interesse della collettività, a partire dagli avvocati.

 

Non si può dimenticare che dal dicembre 2017 è stato sigillato l’archivio dei fascicoli presente nel piano seminterrato del Tribunale, per una mal avviata bonifica da amianto dei fascicoli cartacei, che venne interrotta senza mai essere stata ripristinata, nonostante le vibranti proteste dell’avvocatura. Tale noncuranza ha creato gravi danni ai cittadini che hanno avuto negato l’accesso ai fascicoli che li riguardavano e hanno dovuto subire notevoli ritardi nella tutela giurisdizionale. Peraltro, il Tribunale di Ascoli si continua a presentare da anni con questa grave lacuna nei giudizi pendenti dinanzi alla Corte di Appello di Ancona, quale unico foro della Regione che riscontra da ben cinque anni un tale malfunzionamento dovuto soltanto a problemi nelle procedure di appalto per la scelta della impresa che dovrà completare la semplice bonifica dei soli fascicoli cartacei.

 

La stessa noncuranza verso le funzioni giurisdizionali di interesse collettivo che si svolgono in quel luogo, si manifesta oggi di fronte a questa procedura di sfratto per finita locazione, che rischia di portare entro pochi giorni alla chiusura del Tribunale di Ascoli nella sede di Piazza Serafino Orlini, inaugurata nel 1954, chiusura che rappresenterebbe un grave e ulteriore impoverimento del tessuto sociale ed economico della città di Ascoli, già duramente colpita dalle conseguenze del sisma del 2016, come testimoniato dalla continua progressiva emorragia di residenti. Il Consiglio comunale impegna il sindaco e l’Amministrazione comunale ad adoperarsi con urgenza per individuare ogni efficace ed opportuna soluzione che scongiuri esiti pesantemente negativi per la città derivanti da questa vicenda”.

 

Il Tribunale rischia lo sfratto: «Necessario scongiurare, gli esiti sarebbero pesantemente negativi»


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