di Elena Minucci
Le festività natalizie, tradizionalmente associate alla condivisione e alla solidarietà, mettono spesso in luce anche le fragilità più profonde, soprattutto quelle che riguardano l’animo umano. In questo periodo, aumentano le solitudini e le difficoltà economiche si fanno sentire maggiormente. Fondamentale in questo contesto il ruolo delle varie associazioni che offrono aiuto e sostegno ai più fragili, come segno concreto di vicinanza e di speranza per le persone più fragili.
«Quest’anno abbiamo registrato grandi segnali di peggioramento – afferma Emilio Bianchini presidente dell’associazione Betania -. Sono aumentate le fragilità e le difficoltà legate a fenomeni come redditi non sufficienti, mancanza di abitazioni e precarietà lavorativa. Difficoltà che fanno emergere anche le povertà educative. Tanti i ragazzi che non possono permettersi quello che hanno gli altri. Da sempre cerchiamo di sopperire e rispondere ai vari bisogni, affrontando problemi che sono ormai cronicizzati e questo grazie alla rete delle varie associazioni. Solo il lavoro condiviso può dare risposte più efficaci».
«Il 25 dicembre abbiamo fatto il “Natale di tutti” con un pranzo natalizio per i più fragili e il 31 il “Capodanno di tutti” – spiega Bianchini – Nel periodo delle feste, abbiamo distribuito 500 carte di credito prepagate da 30 e 50 euro e 300 buoni carne da 20 euro per acquistare la carne fresca».
Per quanto riguarda i dati, il 2025 ha segnato un aumento significativo delle persone che hanno chiesto aiuto.
«Siamo arrivati a sostenere 300 famiglie. Il periodo invernale è sempre più difficoltoso, anche a causa del distacco delle utenze – afferma Bianchini -. Durante il giorno diamo circa 100 pasti. Numerosi i servizi che offriamo non solo per il periodo natalizio ma tutto l’anno: docce, emporio, lavanderia, dentista, barbiere, mensa, il centro di accoglienza e il centro di ascolto. All’emporio vengono 200 famiglie che vengono a fare spesa e che ricevono sostegno alimentare».
Tutte le attività di aiuto e supporto ai più fragili sono coordinate dal Pas, Polo accoglienza e solidarietà, una rete di associazioni che gestisce i servizi di supporto ad Ascoli. Tra queste anche la mensa della Zarepta, dove la situazione non è delle migliori, come spiega ancora Bianchini: «Per i pasti serali c’è stato un incremento da 75 a 100. Nel periodo natalizio c’è stata una diminuzione, in quanto le persone si spostano lungo la costa o altri preferiscono trascorrere quei giorni da soli».
Un aspetto che viene confermato anche da Claudio Ricci del Pas: «A Natale sono venute 47 persone mentre in media diamo circa, 80/100 pasti al giorno. Di solito c’è sempre molta affluenza, anche per la colazione e il pranzo».
Oltre all’assistenza, i volontari sono impegnati anche in un lavoro di accompagnamento delle persone in percorsi di recupero, accompagnamento e ascolto.
«Per il volontariato in carcere stiamo rivedendo le modalità di accesso mentre al centro di ascolto abbiamo messo un operatore in più, così da rispondere alle varie istanze con più puntualità – prosegue Bianchini -. Un incremento significativo riguarda le persone seguite dal tribunale di sorveglianza per le pene alternative. Come Betania, accogliamo persone impegnate in lavori socialmente utili e nel volontariato, soprattutto adulti che in età minorile hanno commesso reati. Nei prossimi mesi presenteremo il bilancio sociale, così da analizzare bene i dati del 2025».
Ma lo sguardo è bene aperto, ovviamente, anche e soprattutto sul futuro.
«C’è il grande progetto di realizzazione di una cooperativa di lavoro che opererà nel settore multiservizi, in collaborazione con la Caritas di San Benedetto del Tronto – specifica Bianchini – E poi, il dormitorio di emergenza, che sarà pronto dopo le feste. La struttura offrirà 8 posti per uomini e donne. L’accesso sarà possibile intorno alle 20 e si potrà dormire solo una notte e ricevere il necessario per dormire e lavarsi. Stiamo lavorando per garantire il prolungamento di più notti, in caso di problemi di salute».
«Un altro obiettivo è quello di realizzare una scuola di italiano e percorso di formazione per i volontari – conclude -. Oggi il volontariato è in crisi: c’è una certa diffidenza verso il diverso. Andrebbero scandagliate alcune realtà ma invece siamo troppo presi da una cronica mancanza di tempo. E poi c’è uno scollamento tra le varie realtà, per questo è fondamentale creare sinergia così da mettere insieme le varie risorse e competenze. Resta centrale il problema dell’età media dei volontari: se da un lato gli anziani devono essere impegnati, dall’altro lato, c’è la loro difficoltà nell’accoglienza. È importante coinvolgere le nuove generazioni, affinché i giovani possano responsabilizzarsi».
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