di Marco Braccetti
Donne che hanno paura di girare da sole, esercenti costretti ad abbassare anticipatamente la serranda; un clima generale di grande preoccupazione che tocca le soglie della paura, con una deriva di degrado sociale da “bollino rosso”. E’ la cappa che aleggia intorno alla stazione ferroviaria sambenedettese, appesantita da numerosi episodio di cronaca che vedono protagonisti, in negativo, soprattutto stranieri.
L’ultimo in ordine di tempo, una rissa a bottigliate, scatenatasi nella serata di domenica 11 gennaio. Ma – tra sbandati che bighellonano sul piazzale ed una percezione d’insicurezza favorita anche dalla scarsa illuminazione pubblica – chi vive o lavora in zona non sta mai del tutto tranquillo. «Il pericolo c’è sempre. Di tanto in tanto succedono situazioni eclatanti, ultima quella dell’altro giorno, ma il problema è quotidiano».
A parlare è Edoardo Cicconi che lavora all’interno del bar della stazione. Lui (verrebbe da dire: purtroppo) ha un punto d’osservazione privilegiato su quanto accade intorno alla stazione. «Come risolvere il problema? Sicuramente con una maggiore presenza delle forze dell’ordine» prosegue Cicconi.
Su questo fronte, va ricordato come – giusto pochi giorni fa – il neo-commissario di pubblica sicurezza Guido Riconi aveva annunciato un maggior presidio di uomini e mezzi proprio nel centro di San Benedetto. E considerando che la stazione ferroviaria è nel cuore della città, ora molte persone si aspettano un deciso intervento da parte dei tutori dell’ordine.
«Basta chiacchiere, servono fatti – sbotta Carmelo D’Ancona: presidente del Comitato di quartiere Marina Centro -. Io abito lungo via Dari, proprio dietro alla stazione. Quotidianamente utilizzo il pontino lungo e lì sotto ogni giorno noto gente ubriaca, in un contesto di sporcizia generale. Siamo in pieno centro ed è indecoroso. Mia moglie, per paura, non passa più in quella zona da sola, anche in pieno giorno, e questa cosa è intollerabile. San Benedetto sta affrontando problemi che fino a pochi anni fa sussistevano solo in grandi città. La questione si risolve solo con più presenza delle forze dell’ordine. Che fine hanno fatto i poliziotti ed i carabinieri di quartiere? Poi, certo, in Italia spesso le leggi non aiutano i tutori dell’ordine, in particolare per reati come risse e simili. Che dire? Dobbiamo tutti, cittadini, Comune, forze dell’ordine, far fronte unico e pressare il Governo affinché assuma provvedimenti più rigidi. Se le leggi sono sbagliate, impegnamici tutti per cambiarle».
Una cosa che non avverrà dall’oggi al domani. Nel frattempo, chi vive la quotidianità intorno alla stazione deve cambiare le proprie abitudini: «Io e qualche altro negoziante chiudiamo le attività prima, di solito poco dopo il tramonto –dice Mimmo Minuto, celebre libraio, con l’attività a poche decine di metri dalla stazione – Le cose sono peggiorate nel corso degli ultimi anni, nell’arco dell’ultima amministrazione comunale. Capita spesso che entrino sbandati a chiedere qualche spiccio, c’è chi prende a manate la vetrina. Non si respira una bella aria ed a complicare le cose c’è anche un’illuminazione pubblica davvero carente».
Col buio, ma anche alla luce del sole, intorno alla stazione sembrano registrarsi anche episodi eclatanti, con protagoniste alcune ragazzine, sicuramente minorenni. A Cronache Picene, infatti, è stato riferito quanto segue: «Diverse persone – in particolare anziani – di passaggio a piedi intorno alla stazione sono state avvicinate da giovanissime (ben sotto i 18 anni) che, in cambio di pochi soldi, offrivano fugaci prestazioni sessuali. Gli episodi si ripetono ormai da mesi e sarebbero stati portati a conoscenza anche dei vertici dell’ormai ex amministrazione comunale. L’ennesimo tassello in un mosaico di degrado che caratterizza il cuore della città».
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