Giorgio Cipollini dice addio alla Cisl e lo fa con una lettera aperta, spiegando le motivazioni che lo hanno spinto a lasciare il sindacato al quale ha dedicato «ben 46 anni e 10 mesi di attività a tempo pieno», come sottolinea nella nota.
Oltre a lui, lasciano la carica anche altri 5 esponenti della Cisl funzione pubblica regionale. I dimissionari sono Paola Ticani di Camerino, Vincenzo Tiani, Gianluca Sena, Giuseppe Donati e Valeriano Cinelli.

Giorgio Cipollini (Cisl)
Il segretario provinciale della Cisl Funzione pubblica comunica di aver rassegnato le proprie dimissioni nella serata di ieri (14 gennaio), anticipandole via e-mail alle segreterie nazionale e regionale della Cisl Fp.
Alla base della decisione, una valutazione fortemente critica sull’attuale capacità del sindacato di rappresentare e tutelare i lavoratori. «Lascio la Cisl, in cui ho trascorso tutta la mia attività lavorativa, perché ritengo che la stessa, dal punto di vista politico e organizzativo, non sia più in grado di tutelare adeguatamente gli interessi dei lavoratori», spiega nella lettera.
Tra le motivazioni elencate figurano la sottoscrizione di contratti considerati penalizzanti, il costo elevato della tessera sindacale e problematiche legate alla democrazia interna. «La sottoscrizione di contratti al ribasso che da tempo non coprono neanche l’inflazione, il costo tessera elevato che consente inopportuni accumuli di risorse in alcune strutture sindacali, una democrazia interna frequentemente messa in discussione, l’autonomia e la centralità del lavoratore spesso sacrificate, oltre al duro, prolungato quanto infruttuoso confronto con la Segreteria Cisl Fp Marche, mi hanno indotto a effettuare questa scelta», sottolinea Cipollini.
Nel suo messaggio, l’ex segretario provinciale si rivolge anche ai componenti delle Rsu, ricordando loro le prerogative previste dal mandato elettivo. «Ricordo a tutti i componenti delle varie Rsu che, in quanto eletti, continuano a ricoprire di diritto tale ruolo, a prescindere dalla loro appartenenza a una sigla sindacale e dalla lista con la quale si sono candidati, senza alcun vincolo di mandato e nella più totale autonomia».
La lettera si chiude con un saluto personale e un ringraziamento ai colleghi per il lavoro svolto in questi anni.
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