Sicurezza e “remigrazione”, Dominici: «Occorre responsabilità, non becera propaganda»

ASCOLI - Il consigliere comunale interviene sul tema caldo di questi giorni: «E' bastata una notizia infondata per scatenare ronde, inviti alla giustizia fai‑da‑te e commenti razzisti che evocavano persino i forni e il ritorno di Mussolini»
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di Andrea Dominici *

 

Da giorni in città assistiamo ad un clima di esasperato allarmismo alimentato in modo strumentale da chi parla di “Remigrazione” e diffonde odio sociale.

Andrea Dominici

 

Il caso del bar “Las Vegas”, presentato come un episodio gravissimo di violenza, è stato smentito dallo stesso proprietario: non c’è stata nessuna donna molestata, non c’è stato nessun accoltellamento, e non c’è stata nessuna dinamica “eroica”.

 

Eppure è bastata una notizia infondata, rilanciata da tutti i giornali locali e da alcuni giornali nazionali (ed anche qui bisognerebbe iniziare a mettere in discussione il metodo in cui le notizie vengono diffuse anche dagli organi di informazione che non effettuano neanche più un minimo di verifica delle fonti o dei fatti), per scatenare ronde, inviti alla giustizia fai‑da‑te e commenti razzisti che evocavano persino i forni e il ritorno di Mussolini.

 

Sarebbe utile ricordare che la destra, che è al governo della città di Ascoli da quasi 30 anni, che dal 2020 è al governo della Regione Marche e, a parte brevi parentesi, è al governo nazionale da 20 anni, ha già approvato tre decreti sicurezza – nel 2018, nel 2019 e nel 2025 – e ne sta preparando addirittura un quarto. Se dopo tutti questi interventi che ci stanno accompagnando sempre di più verso uno Stato di Polizia, la percezione non migliora, allora è evidente che queste riforme non funzionano. Meloni governa il Paese, Acquaroli governa la Regione, Fioravanti governa la città: continuare a scaricare responsabilità sugli altri non è più credibile.

Piazza del Popolo

 

È evidente che servono altre ricette volte alla migliore inclusione sociale e alla costruzione di comunità vive ed abbattere l’esclusione sociale.

 

C’è da aggiungere che Ascoli Piceno è ormai da anni una delle province più sicure d’Italia. Nonostante ciò, ad esempio, l’Amministrazione Comunale ha deciso di adeguarsi e armare la Polizia Locale che dovrebbe occuparsi dei tanti altri problemi della città, aumentando tra l’altro esponenzialmente il rischio di incidenti. Eppure a distanza di solo un anno da questa misura la percezione di insicurezza è aumentata.

 

La sicurezza del nostro territorio non è dettata tuttavia dalle opinioni dei commentatori dei social network, ma è evidenziata e sostenuta dai dati (ed in particolare dai report annuali de IlSole24Ore) e solo grazie a questo dato sulla sicurezza abbiamo avuto un posto di rilevo nelle città più vivibili d’Italia.

 

Se la percezione di insicurezza continua a crescere nonostante tutto ciò, significa che qualcuno ha interesse a dividerci, a mettere chi sta male contro chi sta peggio, a trasformare la fragilità sociale in una guerra tra poveri. È una strategia che la destra porta avanti da più di vent’anni e che ha l’unico scopo di alimentare l’odio sociale.

 

Ascoli Piceno ha bisogno di responsabilità, non di becera propaganda. Ha bisogno di istituzioni serie che riportino la discussione alla realtà, non di chi soffia sul fuoco per un tornaconto politico (estrema destra soffia, la destra che amministra silente per non scontentarla). La sicurezza è una cosa seria: usarla per dividere la comunità è un atto grave e pericoloso.

 

* consigliere comunale “Ascolto & Partecipazione”


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