La partita dal divano: il gol che non c’è e il solito déjà-vu bianconero

SERIE C - Juventus-Ascoli decisa negli ultimi istanti: la prodezza di Gori annullata dall’arbitro chiude una partita che sembra ripetersi all’infinito tra occasioni sprecate, recriminazioni e speranze rimandate
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di Lino Manni

Incominciamo dalla fine. Già perché tutto il succo della partita tra i giovani della Juventus e l’Ascoli sta nei minuti finali, in quel colpo di testa di Gori.

Un gesto tecnico da fare invidia a “Gimbo” Gianmarco Tamberi. Una prodezza inutile in quanto vanificata dall’arbitro. Già l’arbitro che ogni domenica diventa sempre più il protagonista, nel bene e nel male, di una partita di calcio. Come nel “rischiatutto” di Mike Buongiorno, l’arbitro entra in cabina, indossa le cuffie e dà la risposta.

 

Questa volta il verdetto è negativo per l’Ascoli che si vede defraudato di un gol…valido. Nel teatro dell’assurdo non c’è più tempo per giocare, resta solo il tempo per le discussioni.

 

Riavvolgiamo il nastro e ripartiamo dall’inizio.

 

L’Ascoli, con diversi cambi, parte bene. Come sempre crea tanto ma spreca anche più di tanto. Nel primo tempo Silipo sciupa una ghiotta occasione. Ci provano anche Rizzo Pinna e Curado ma è bravo il portiere avversario.

Nella ripresa cambia tutto o quasi. L’Ascoli gioca con lo stesso piglio ma le manovre sono troppo lente.

Esce fuori la freschezza fisica, la gioventù della Juventus.

Si prende gol in contropiede ma c’è tempo per recriminare un calcio di rigore (ci poteva anche stare) e creare diverse occasioni da gol.

Poi arriva il gol di Gori ma l’arbitro non lo riporta sul taccuino.

 

Siamo alle solite: giochi, giochi ma non segni.

 

Mi sembra di rivivere il film “Ricomincio da capo” di Harold Ramis interpretato da Bill Murray e Andie Mac Dowell.

Nel film il protagonista rimane intrappolato in un loop temporale: ogni giorno è lo stesso giorno; gli eventi si ripetono esattamente uguali. Alla fine però trova la strada per arrivare al suo obiettivo.

 

Così sembra per l’Ascoli.

Ogni partita è esattamente uguale: stessi errori, stesse emozioni, stesse valutazioni. Insomma stiamo a dire sempre le stesse cose.

 

Alla fine spero che anche i bianconeri, sempre più concentrati a dedicarsi e a migliorarsi, riusciranno a trovare la soluzione giusta per poter coronare il sogno. E’ quello che sperano tutti i tifosi del picchio.

 

 



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