di Sabrina Marinelli
Era una normale lezione di sicurezza stradale e di legalità che la Polizia locale, tra la mole di lavoro che si trova a svolgere, tiene ogni anno nelle scuole cittadine. Gli agenti entrano, infatti, in classe e spiegano agli studenti il valore delle regole e cosa comporta il loro mancato rispetto.
Un primo contatto importante con gli adolescenti. Nella classe di una scuola media senigalliese quell’ora di lezione è risultata, però, decisiva per aiutare un adolescente, deriso dai compagni. Battutine continue, diventate un tormento quotidiano. Sarebbero sfociate, forse, in una storia di bullismo se l’agente della Polizia locale di Senigallia non avesse colto la richiesta implicita di aiuto arrivata da un ragazzino.
Un non detto che lui ha saputo, però, interpretare bene. Quando ha trattato il tema del bullismo ha notato subito il cambio d’espressione in quel ragazzino. Era particolarmente a disagio. In quell’incrocio di sguardi, tra il giovanissimo alunno e l’uomo in divisa, c’era un messaggio timido, velato e silenzioso. Nascondeva un problema che andava indagato. Terminata la lezione, l’agente è tornato al Comando, non voleva mettere in imbarazzo l’alunno, chiedendo cosa lo rendesse così inquieto. Intorno c’erano anche i compagni. Avrebbero potuto trovare in un’esplicita richiesta di protezione un ulteriore motivo per infierire contro di lui. L’agente, però, non poteva far finta di niente, tornando a casa a fine turno.
Ha così bussato alla porta della comandante per manifestare il suo timore. L’alunno andava aiutato ma non sapeva come.
«Mi ha segnalato il disagio che ha percepito nello studente quando ha iniziato a parlare di bullismo – spiega Barbara Assanti, comandante della Polizia locale di Senigallia – non se la sentiva di andare a casa senza fare qualcosa. Così ho chiamato la dirigente scolastica, in cui ho trovato una grande sensibilità. Non so se possiamo definirlo proprio un caso di bullismo ma il ragazzo, comunque, veniva deriso dai compagni e di questo ne soffriva».
La scuola si è subito attivata coinvolgendo anche la famiglia. In effetti anche loro avevano percepito un disagio in lui e, grazie alla Polizia locale, hanno capito cosa lo tormentasse, trovando così il modo di aiutarlo.
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