
L’inizio del convegno
La pianificazione successoria rappresenta oggi uno strumento strategico per tutelare la famiglia, gestire in modo ordinato il passaggio del patrimonio e prevenire conflitti o inefficienze. Osservatori privati e indagini basate su dati Istat confermano che solo una minoranza di italiani (tra il 12% e il 13%) ha effettuato un minimo di pianificazione formale. Nel 2024, circa il 71% degli italiani si dichiarava ancora distante o contrario all’idea di redigere un testamento.
Per approfondire questi temi e offrire ai cittadini strumenti concreti di orientamento, la Banca di Ripatransone e del Fermano ha promosso due incontri informativi, il 21 e 22 gennaio, dedicati al valore di una pianificazione consapevole, svoltisi nella Sala Kursaal di Grottammare e al Ristorante Papillon di San Benedetto del Tronto.
«Il nostro Paese – ricorda la presidente della Banca di Ripatransone e del Fermano, Donatella Simonetti – è notevolmente in ritardo, sotto il profilo culturale, quando si parla di pianificazione successoria e questa superficialità può portare a danni economici non indifferenti. Speriamo che questi due incontri siano stati occasioni di confronto e approfondimento su un tema di grande attualità e rilevanza sociale».
Relatore degli incontri è stato il dottor Sergio Zadera di Bcc Vita. Nel corso degli appuntamenti, l’attenzione è stata posta sulla pianificazione come strumento di tutela, sia a livello familiare sia aziendale: passaggio generazionale, trasferimento del patrimonio e possibilità di evitare conflitti o inefficienze.
«Pianificare una successione – ha spiegato il dottor Zadera – significa avere l’opportunità di ottimizzare il passaggio generazionale. Il tema è molto sensibile e presenta aspetti di complessità, ma siamo certi che gli italiani abbiano tutte le possibilità e gli strumenti per adempiere appieno a quello che è quasi un ruolo sociale».
I rischi di una mancata pianificazione sono molteplici: «Innanzitutto la possibilità di proliferazione di liti tra eredi e di contenziosi dal punto di vista fiscale. Non ultima, la possibilità che il patrimonio sia ripartito in maniera indivisa tra gli eredi. Ecco perché, a nostro avviso, non è mai troppo presto per cominciare a pianificare. Si tratta di temi rispetto ai quali gli italiani mostrano ancora una certa ritrosia, probabilmente dovuta anche ad aspetti psicologici. In realtà, non pianificare presenta caratteri quasi di egoismo nei confronti di chi ci sopravvive».
L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno della banca nella promozione dell’educazione finanziaria e della cultura della prevenzione, accompagnando famiglie e imprese in scelte orientate al futuro con responsabilità e consapevolezza.
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