di Marco Braccetti
«Dall’inizio dell’anno la situazione sta diventando drammatica. Chiediamo che il prefetto intervenga immediatamente col Ministero per chiedere l’intervento dell’Esercito a supporto delle forze dell’ordine, un Esercito che dovrebbe presidiare i punti nevralgici delle nostre città a partire da San Benedetto». Ecco il pensiero (espresso su Facebook) del consigliere regionale leghista Andrea Maria Antonini.
La sollecitazione dell’esponente del Carroccio arriva all’indomani dell’ennesimo episodio di grave violenza che ha insanguinato il cuore della Riviera. L’ultimo fatto di cronaca in un elenco sempre più pesante, che stringe non solo la costa, ma anche la città di Ascoli (leggi l’articolo).
Antonini, dunque, chiede che si attivi la procedura prevista da “Strade Sicure”: operazione scattata nel 2008, che prevede la possibilità di impiego di personale militare appartenente alle Forze Armate per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, in aree metropolitane o densamente popolate. «Il personale delle forze armate è posto a disposizione dei prefetti – chiariscono dal Ministero della Difesa – e da questi è impiegato per servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili, nonché in perlustrazione e pattuglia congiuntamente alle forze di polizia». In località turistiche come Rimini, la presenza dell’Esercito è ormai stabile da anni. A San Benedetto, invece, se ne parla da tempo senza mai passare dalle parole ai fatti.
Nell’estate del 2014, mentre lungo la Riviera spadroneggiavano i venditori abusivi, a chiedere l’intervento dell’Esercito fu il sindacalista commerciale Carmine Chiodi, successivamente consigliere comunale di maggioranza nell’amministrazione Piunti. Richiesta stroncata dal sindaco di quel periodo, Giovanni Gaspari: «In una democrazia i soldati stanno bene nelle caserme».
La richiesta dell’Esercito venne rinnovata nel 2018 ad opera di Elio Core, allora come ora presidente del Comitato di quartiere Porto d’Ascoli Centro. «Vogliamo vivere tranquilli nelle nostre abitazioni senza la paura di essere aggrediti e derubati. Abbiamo proposto, nelle ore notturne, la presenza dei militari come deterrente, al fine di scoraggiare fenomeni di teppismo e di malavita», disse Core quasi un decennio fa, in un periodo in cui l’area Sud della città era continuamente bersagliata da raid ladreschi e da episodi di micro-criminalità.
Anche in quel caso, il grido di preoccupazione non venne ascoltato. Mentre, tornando all’attualità, ci sono località marchigiane che si stanno muovendo. Pochi giorni fa, il Consiglio comunale di Pesaro ha approvato all’unanimità la richiesta di inserire la città di Rossini nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”.
Secondo quanto riferito alla stampa dal primo cittadino pesarese Andrea Biancani, il primo passo ufficiale per far arrivare l’Esercito in città deve essere una richiesta formale da parte del Consiglio comunale. Poi la palla passa alla Prefettura che, a sua volta, deve inoltrare la richiesta al Ministero dell’Interno, cui spetta la decisione finale.
Nel caso di San Benedetto, va ricordato che attualmente i poteri del Consiglio sono nelle mani della commissaria straordinaria Rita Stentella. Ma, trattandosi di una decisione che va ben oltre l’ordinaria amministrazione, bisognerà vedere se e come il prefetto in quiescenza deciderà di attivarsi.
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