
I cento giorni del 5A all’Istituto Agrario: i ragazzi hanno ricordato il compagno Mattia Martoni, tragicamente scomparso a ottobre
Un inizio di giornata, quello di oggi, all’insegna del gran movimento intorno agli edifici scolastici degli istituti superiori. Infatti, nella data odierna del 10 marzo sono scattati i cento giorni che separano gli studenti dal temuto giorno della Maturità.
Come avviene ogni anno in questa occasione, gli studenti del quinto anno delle scuole della città hanno fatto un po’ di baccano con tanto sale portato appresso, per tentare di esorcizzare le incognite, le ansie, le preoccupazioni legate a questo spauracchio, la cui prima prova si svolgerà il 18 giugno, mentre la seconda, diversa per indirizzo di studio, si terrà il 19 giugno.
A caratterizzare questo countdown ufficiale alla Maturità 2026 è stato l’operato chiassoso di decine e decine di ragazzi prossimi alla maturità, presenti fuori dagli ingressi all’inizio delle lezioni. Accompagnati da innumerevoli sacchi di sale, armati da striscioni e cartelli e con indosso tute apposite per ripararsi dal lancio ossessivo e talvolta furioso, diretto gli altri alunni ma non solo, i giovani protagonisti di questo rituale hanno invaso strade e marciapiedi e, in alcuni casi, bloccato anche il traffico veicolare.
Nonostante la presenza di rappresentanti della security assicurata ad ogni sede, non sono mancati episodi agitati, soprattutto all’esterno dell’Agraria e dell’Istituto Tecnico Industriale, con i ragazzi fuori sede che una volta scesi dagli autobus, attesi dai compagni alle fermate, sono stati letteralmente sommersi dal sale. E neppure gli inseguimenti nei confronti degli studenti che, arrivati sino alla sede del proprio istituto, se la sono dovuta dare a gambe per evitare che a loro venissero rovesciati addosso sacchi dal quantitativo esagerato.
Per fortuna, non si sono registrati episodi violenti o preoccupanti, con casi limitati solo alla goliardia e al semplice baccano.
«Non volevamo mancare a questo rito, assolutamente scaramantico e abbiamo cercato di creare meno problemi possibili e limitarci al divertimento» hanno affermato alcune studentesse dell’Ipsia protagoniste di questa usanza, dalla provenienza temporale lontana, come rivelano fonti storiche che riportano le origini dell’usanza addirittura alla vita dell’Accademia Militare di Torino, intorno al 1840.
«Qualcuno si è portato delle bottiglie di birra appresso ma è stato intimato di lasciarle» ha aggiunto un’altra ragazza protagonista dei “Cento Giorni all’esame” fuori dal Liceo Scientifico, all’interno di un vivace gruppo, che ha ammesso di voler vivere la data di oggi, tre mesi prima della Maturità, con la goliardia necessaria per trascorrere ciò che da tanti è considerato un “rito di passaggio”.
Tutti i protagonisti dell’immancabile rituale, tra futuri maturandi e maturande, poi si sono ritrovati insieme a banchettare presso il Green Park di Croce di Tolignano, per concludere i festeggiamenti di un giorno immancabile per rispettare la tradizione, ma anche per concedersi una pausa e potersi svagare prima dell’imminente, tumultuoso tour de force.
fi.fe.

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