
Il ds Patti (foto Ascoli Calcio)
di Salvatore Mastropietro
L’entusiasmo cresce, ma la parola d’ordine in casa Ascoli Calcio resta equilibrio. A tre giorni dalla trasferta sul campo del Gubbio, il clima attorno al Picchio è sempre più caldo. Lo dimostrano i 1.175 biglietti del settore ospiti polverizzati in poche ore, nonostante la prevendita fosse attiva esclusivamente nei punti vendita fisici del circuito VivaTicket e non online. Un segnale forte del legame tra squadra e tifoseria, rafforzato ulteriormente dalle ultime due vittorie – il derby e il netto successo contro il Ravenna FC – che hanno acceso definitivamente l’entusiasmo della piazza.
Nonostante l’onda positiva, il direttore sportivo bianconero Matteo Patti ha voluto invitare tutto l’ambiente alla massima concentrazione nel corso della conferenza stampa andata in scena allo stadio Del Duca: «È stata una settimana intensa e quasi da sogno. Per quanto riguarda la partita con il Ravenna, un po’ ci ha sorpreso la netta superiorità perché, pur sapendo che il nostro percorso di crescita sta andando avanti, riuscire a imporre certi ritmi a una squadra che è sempre stata prima o seconda fa un gran piacere».
Patti ha sottolineato il lavoro svolto, ma ha voluto lanciare un messaggio chiaro: «Stiamo lavorando bene e crescendo tanto. Sono venuto qui oggi non solo per rimarcare quanto sia evidente la crescita, ma per mandare un messaggio di equilibrio sia all’interno che all’esterno del gruppo. Dobbiamo mantenere il livello raggiunto senza cadere nella troppa euforia o nello “specchiarsi”».
Il direttore sportivo ha poi spiegato cosa intende quando parla di attenzione ai dettagli, anche nelle situazioni apparentemente banali: «Parlo di dettagli: evitare ammonizioni stupide per proteste o perché ci si toglie la maglia dopo un gol, come successo con D’Uffizi o Gori. Questi sono danni inutili nati dalla troppa foga. Inoltre faccio un appello alla tifoseria affinché mantenga il comportamento corretto per non rischiare trasferte senza tifosi, dato che ne avremo quattro nelle ultime sei gare. L’onda dell’entusiasmo va alimentata, ma con i piedi ben saldi a terra perché ogni minimo dettaglio ora fa la differenza».

Matteo Patti e Francesco Tomei
In città si percepisce sempre di più una forte sintonia tra squadra e pubblico, con lo stadio tornato a riempirsi di famiglie e bambini. Patti ha sottolineato come questo legame rappresenti una delle basi del percorso bianconero: «Non è difficile unirsi a questo popolo perché per loro l’Ascoli è un pezzo di famiglia. Quando vedi questo amore non puoi far altro che rispettare la maglia e farla tua. Vogliamo preservare quello che è diventato l’Ascoli oggi e continuare a rendere orgogliosa la gente. Questa alchimia è nata perché la tifoseria è competente: riconoscono la verità e il lavoro tangibile al di là delle parole».
Guardando alla corsa di vertice, Patti ha anche commentato il confronto con la capolista Arezzo: «L’Arezzo è stato costruito in più anni per vincere e a gennaio hanno investito tantissimo con giocatori di primissimo livello. Sicuramente la pressione è più su di loro. Stanno facendo tutto il possibile per vincere e, se non ce la faranno, avranno comunque la coscienza a posto. Noi saremo lì ogni settimana a dar battaglia».
Il dirigente ha poi parlato del rapporto con l’allenatore Francesco Tomei, sottolineando la sintonia nella ricerca costante del miglioramento: «Andiamo d’accordo proprio perché abbiamo visioni simili, così come con il Presidente. Non siamo mai contenti perché cerchiamo sempre il modo di migliorarci. È un lavoro tangibile che ci viene riconosciuto da una piazza che mastica calcio. Qualcuno all’inizio chiedeva di cambiare sistema di gioco, ma questo è un calcio che diverte e che ora produce variazioni tattiche continue, come si è visto nelle ultime gare».
Un altro aspetto che caratterizza l’Ascoli di questa stagione è la forza del gruppo, dove tutti si sentono coinvolti: «Qui non ci sono “titolarissimi”. Chi entra, come Corazza nel derby o i vari Silipo e Chakir, contribuisce in maniera determinante. Tutti si sentono parte del percorso e questo è fondamentale. Anche Simone Corazza, che entra e segna un gol pesantissimo, dimostra che i calciatori importanti si fanno trovare pronti nel momento del bisogno».
Tra i temi affrontati anche il rientro di Fernando Del Sole, fermo da tempo per infortunio: «Nando scalpita, è un ragazzo che si fa volere bene. Monitoriamo la situazione giorno per giorno con il preparatore, penso possa rientrare tra due o tre settimane. Non vogliamo forzare, ma il fatto che sia già stabilmente con il gruppo è importantissimo».
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