Una primavera più calda della media anche nel Piceno, ma con molte incognite sull’andamento delle piogge. È lo scenario che emerge dalle proiezioni stagionali (clicca qui per il report integrale) elaborate dal modello dell’European centre for Medium-Range Weather Forecasts e analizzate dal servizio agrometeorologico dell’Amap – Agenzia per l’Innovazione nel Settore Agroalimentare e della Pesca delle Marche.
Secondo le simulazioni, per il trimestre primaverile marzo-aprile-maggio 2026 esiste una probabilità compresa tra il 70% e l’80% che le temperature risultino superiori ai valori medi registrati nel periodo di riferimento 1993-2016 sul centro-nord italiano, un quadro che riguarda quindi anche il territorio marchigiano e l’area ascolana.
Le proiezioni indicano inoltre una maggiore possibilità di configurazioni atmosferiche associate a regimi anticiclonici, quindi a fasi di tempo più stabile. Tuttavia gli esperti sottolineano che le anomalie termiche dovrebbero restare moderate, senza scostamenti estremi rispetto alle medie stagionali. Molto meno chiaro invece il quadro relativo alle precipitazioni. Le 51 simulazioni prese in esame non individuano una tendenza significativa per il trimestre primaverile: i modelli mostrano infatti risultati contrastanti e non consentono, allo stato attuale, di delineare una previsione affidabile sull’andamento delle piogge.
In sintesi, per il Piceno la tendenza più probabile è quella di una primavera leggermente più calda del normale, mentre resta ancora tutta da capire l’evoluzione delle precipitazioni, un fattore che potrebbe incidere in modo significativo sia sull’agricoltura sia sulla disponibilità idrica nel territorio.
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