di Elena Minucci
Dal Belgio ad Ascoli: è la storia di quattro amici, Guy Melen, macchinista ferroviario, Thierry Thiebaut, dipendente del Comune di Liegi, Olivier Delheusy, infermiere, e Didier Bastin, impiegato presso la Regione di Bruxelles-Capitale. Una passione nata per caso e cresciuta anno dopo anno, fino a trasformarli in veri e propri tifosi del Picchio.
«Veniamo spesso ad Ascoli. Abbiamo scoperto questa città perché la madre di Thierry è nata ad Acquasanta Terme prima di emigrare, da giovanissima, in Belgio – raccontano -. Essendo grandi appassionati di calcio, volevamo vedere una partita dell’Ascoli. La nostra prima partita risale al 2016. L’anno dopo, durante il nostro secondo viaggio, mentre passeggiavamo in centro, abbiamo notato alcune sciarpe dell’Ascoli sopra il bancone di un locale e così siamo entrati. Era il pub “Zio Kinto” di Franco Piccioni. Da quel momento è nata una bella amicizia. Abbiamo cominciato a imparare l’italiano per comunicare meglio con lui e con gli amici ascolani conosciuti negli anni. In seguito, abbiamo seguito Franco quando ha aperto l’altro pub, il “Beer Coyote”».
Per la partita di oggi al Del Duca, sfida decisiva che può valere la salvezza dell’Ascoli e la promozione in Serie B, il cuore dei quattro amici belgi batterà ancora una volta per i colori bianconeri, anche se da lontano.
«Seguiremo la nostra squadra del cuore con la stessa passione di sempre. Alcuni di noi la guarderanno in televisione. Io, invece, dovrò lavorare – racconta Guy -. Controllerò il risultato ogni volta che mi fermerò con il treno. E se l’Ascoli vince, suonerò il clacson per festeggiare. Ma, a prescindere dal risultato, saremo lì anche la prossima stagione, sperando di ottenere un abbonamento per la nuova Curva Sud».
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