Venti milioni di euro destinati alle imprese manifatturiere del territorio. È questa la cifra che rende particolarmente interessante per il Piceno il nuovo Fondo di contrasto alla deindustrializzazione, misura nazionale che mette complessivamente a disposizione 120 milioni di euro per sostenere investimenti produttivi in alcune aree del Lazio e delle Marche.

Parte della zona industriale di Ascoli

 

Il Fondo è promosso dal Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri e gestito da Invitalia. Il Consorzio per lo sviluppo industriale del Piceno Consind è uno dei sei ambiti territoriali individuati per l’accesso alle agevolazioni e, per il territorio piceno, sono stati stanziati 20 milioni di euro.

 

Ed è proprio questo il dato che può fare la differenza per le imprese locali. Dei 120 milioni complessivi previsti dalla misura, infatti, 100 milioni sono destinati al Consorzio industriale del Lazio, suddivisi in cinque quote da 20 milioni ciascuna, mentre altri 20 milioni sono riservati al Piceno. In altre parole, le imprese manifatturiere ammesse nell’area picena non si trovano a competere per le risorse con quelle del Lazio: la dotazione destinata al Piceno è autonoma e ammonta a 20 milioni di euro.

 

Una differenza non secondaria quando si guarda alle effettive possibilità di accesso alla misura. Il Fondo sostiene gli investimenti destinati al potenziamento e alla riqualificazione di unità produttive esistenti, compresi interventi di ammodernamento, ampliamento, innovazione di prodotto e di processo, digitalizzazione e investimenti immateriali. Sono inoltre finanziabili gli interventi finalizzati a una maggiore sostenibilità ambientale ed economica e l’avvio di nuove unità produttive manifatturiere nei territori interessati.

 

Il contributo è particolarmente significativo: può arrivare fino al 100% delle spese ammesse, nel rispetto della normativa sul “de minimis”, con un tetto massimo di 300.000 euro per ciascuna impresa. Sono ammesse spese per macchinari, impianti, arredi, attrezzature nuovi di fabbrica, beni materiali e immateriali, opere murarie e opere impiantistiche legate al progetto di investimento. Le spese devono essere sostenute nel periodo compreso tra l’8 maggio 2024 e il 31 dicembre 2028.

 

Per le imprese picene la finestra per presentare le domande si aprirà alle ore 12 del 28 settembre e resterà aperta fino alle 12 del 28 novembre. La procedura sarà esclusivamente online attraverso l’area personale di Invitalia e le agevolazioni saranno assegnate con procedimento 2a sportello”, fino all’esaurimento delle risorse disponibili. Ogni impresa potrà presentare una sola domanda.

 

Il meccanismo rende quindi particolarmente importante la tempestività, ma anche la preparazione delle domande. La registrazione nell’area personale di Invitalia è già possibile dal 31 luglio e, come precisa la stessa Agenzia, la semplice registrazione non attribuisce alcuna priorità nell’assegnazione del protocollo.

 

Per il Piceno si tratta dunque di un’opportunità finanziaria da 20 milioni di euro inserita in un programma più ampio pensato per contrastare i fenomeni di deindustrializzazione e l’impoverimento del tessuto produttivo.

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