Sono 1.506 le denunce di infortunio sul lavoro registrate in provincia di Ascoli Piceno tra gennaio e agosto 2026, con un aumento del 4,01% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È quanto emerge dai dati Inail rielaborati da Guido Bianchini, past president Cocopro Inail Ascoli Piceno, che evidenziano un andamento in crescita anche sul fronte delle malattie professionali.

La sede Inail di Ascoli
Nel quadro regionale, le denunce di infortunio sono state complessivamente 11.198, contro le 11.028 dei primi otto mesi del 2025, con un incremento dell’1,54%. In controtendenza i casi mortali, scesi da 18 a 14 (-22,22%). Per la provincia di Ascoli Piceno si registra un decesso, contro i tre dello stesso periodo del 2025.
Il dato che desta maggiore preoccupazione riguarda però le malattie professionali. Nel Piceno le denunce sono state 723, il 12,79% in più rispetto all’anno precedente. Nelle Marche si è passati da 5.282 a 6.362 segnalazioni, con una crescita del 20,45%.
«Il quadro delineato offre spunti di riflessione contrastanti per le Marche – osserva Guido Bianchini – Se da un lato il calo dei casi mortali rappresenta un segnale di conforto, pur ricordando che ogni singola vita perduta resta una tragedia inaccettabile, dall’altro l’aumento complessivo degli infortuni in occasione di lavoro e la vera e propria impennata delle malattie professionali non permettono abbassamenti di guardia».
A livello regionale, 9.390 denunce riguardano infortuni avvenuti durante l’attività lavorativa, in aumento dell’1,05%, mentre quelle relative agli incidenti in itinere, nel tragitto casa-lavoro, sono state 1.808 (+4,15%).
Tra i settori economici, spicca l’incremento delle denunce nella sanità e nell’assistenza sociale, passate da 419 a 750, con una crescita del 78,99%. In aumento anche il terziario (+6,47%), mentre le costruzioni registrano una flessione del 3,86% e il manifatturiero dello 0,64%.
«Colpisce in particolare l’incremento di infortuni nel settore della sanità e dell’assistenza sociale, a testimonianza di ritmi e carichi di lavoro sempre più gravosi per gli operatori sociosanitari, così come l’incremento delle denunce tra le fasce d’età più giovani», sottolinea Bianchini.
Per quanto riguarda le malattie professionali, le patologie più denunciate nelle Marche sono quelle del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo, con 4.621 casi (+24,72%), seguite dalle malattie del sistema nervoso, con 1.092 denunce (+20,93%), e da quelle dell’orecchio e dell’apofisi mastoide, con 319 casi (+27,09%).
«La costante crescita delle segnalazioni dimostra la necessità di investire di più sull’ergonomia dei posti di lavoro, sulla prevenzione dell’usura fisica e su un’adeguata informazione e sorveglianza sanitaria», conclude Bianchini, richiamando l’importanza della prevenzione e della tutela della salute dei lavoratori per tutto il sistema produttivo marchigiano.
I dati, riferiti al periodo gennaio-agosto 2026, provengono dalla banca dati Inail e dagli Open Data e sono soggetti a variazioni, non essendo definitivi.














