Ciao caro Sandro. Con te se ne va un altro pezzo del giornalismo piceno, di quel valido giornalismo di provincia che sta lentamente scomparendo, sostituito da non si sa bene cosa. Avevamo lavorato insieme al Messaggero Marche, in quello storico presidio dell’informazione locale che chiuse i battenti nel 2016, lasciando un colpevole vuoto.

Oltre a Sandro Paci, nella foto si riconoscono Walter Luzi, Lino Manni, Sandro Conti, Bruno ed Andrea Ferretti
Per anni ci siamo sentiti solo al telefono, soprattutto per la mitica pagina “Giorno e notte”, quella che riportava articoli di spettacolo e cultura. Tu a San Benedetto, io ad Ascoli. Quando poi fosti trasferito tra le cento torri a causa dell’accorpamento delle due redazioni, ricordo bene il primo saluto reciproco: «Adesso finalmente so che faccia hai!». Altri tempi.
Di Sandro ricordo soprattutto la disponibilità, la perizia e un’innata simpatia, che in questo mestiere raramente si riscontra e per questo risalta ancor di più. Tanti servizi, interviste, report di concerti e spettacoli teatrali. Mi chiamavi e mi chiedevi come fosse andata, poi vai col pezzo, mi raccomando. Mai invadente, sempre gentile. Come dimenticare le tante cene di redazione, poi, dove gli aneddoti di quelle che erano vere e proprie “avventure” del giornalismo di una volta, tra rocambolesche radiocronache di Samb e Ascoli, tifoserie “aggressive” e tanto arrangiarsi, finivano sempre tra le risate generali.
Non stupisce, dunque, il ricordo commosso dei tanti che ti hanno conosciuto, letto o ascoltato alla radio nel corso della lunga carriera. Tra questi anche il sindaco di San Benedetto, Nicola Mozzoni, che ha scritto: «Sandro Paci è stato cronista puntuale, obiettivo e attento delle vicende cittadine, ha sempre dimostrato professionalità e competenza. E non poteva essere diversamente per il figlio di Carlo Paci, indimenticato responsabile del Messaggero piceno. E proprio dalle colonne del Messaggero, di cui è stato vicecaposervizio della redazione sambenedettese, ha seguito le vicende della Samb, della politica, della cronaca. Un rapporto intimo, costruito nel tempo, con questa città che non è venuto meno neppure quando è stato chiamato a ricoprire incarichi di responsabilità in redazioni di altre città del quotidiano romano. Alla moglie, ai figli, al fratello Mario, alla sorella Cristina, le condoglianze più sentite mie e dei sambenedettesi tutti».

Sandro Paci
In una vecchia foto pubblicata dal collega Walter Luzi, e scattata a San Benedetto prima di una partita-derby tra giornalisti, vediamo ritratti anche Andrea e Bruno Ferretti, che della redazione del Messaggero erano parte fondamentale. Sandro, appena arrivi su salutali da parte nostra. Di sicuro ne avrete tante da raccontare per divertirvi ancora a suon di storie.
A noi, quaggiù, restano la tristezza ma anche il privilegio di avervi avuto come colleghi ed amici.
I funerali si terranno a San Benedetto martedì 20 ottobre alle 10,30 nella chiesa di Sant’Antonio di Padova.














