Non c’è l’interprete:
l’indiana aggredita dal marito
non può testimoniare

ASCOLI - L'udienza di fronte al giudice Claudia Di Valerio è stata rinviata al 9 dicembre. In aula la testimonianza del comandante della Stazione dei Carabinieri di Comunanza che raccolse la denuncia della figlia mentre l'uomo stava minacciando la moglie con un paio di forbici
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Colpo di scena durante l’udienza in tribunale per il processo a carico dell’indiano violento di Comunanza (leggi l’articolo). La moglie, infatti, non ha potuto testimoniare di fronte al giudice Claudia Di Valerio poiché non era presente un interprete necessario per tradurre le parole della donna (difesa dall’avvocato Laura Tesei) che non parla italiano.

Il Tribunale (foto Vagnoni)

E così il processo è stato rinviato al 9 dicembre. Prima della donna ha testimoniato il maresciallo Giovanni Croce, comandante della Stazione dei Carabinieri di Comunanza che erano intervenuti nell’agosto del 2018 allertati dalla figlia (leggi l’articolo) della coppia bloccando l’uomo, difeso dall’avvocato Silvia Morganti, che stava brandendo un paio di forbici contro la moglie. Il militare ha ricostruito i fatti L’indiano finì per un bel po’ di tempo in carcere per poi tornare a Comunanza dormendo addirittura in auto (leggi l’articolo). Per il sostentamento della moglie e della figlia invece scattò una vera e propria gara di solidarietà da parte di tutta la comunità comunanzese.

rp


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