Antognozzi, Simonelli e Curti

di Maria Nerina Galiè

Entra nel vivo della campagna elettorale il Partito Democratico dopo l’inaugurazione delle sedi di Ascoli Piceno e San Benedetto: Antimo Di Francesco, candidato all’uninominale per la Camera nel collegio ascolano, ieri sera ha incontrato i cittadini di Comunanza, accompagnato da Anna Casini vicepresidente della Regione Marche, dal deputato Luciano Agostini e dalla responsabile organizzativa provinciale Sara Calisti.

«Questo è il primo degli incontri che i candidati terranno in tutti i comuni montani», ha esordito Alberto Antognozzi, consigliere comunale e provinciale, nonché coordinatore della serata in qualità di segretario del circolo comunanzese. Ad Antognozzi il compito di introdurre i relatori e i temi centrali del programma elettorale quali il lavoro, la sicurezza, l’immigrazione e la ricostruzione.

Il primo a prendere la parola è stato l’onorevole Luciano Agostini: «Rischiamo di essere considerati mediaticamente tenui in una bagarre che si consuma a colpi di like sui social. Ma noi, pur stando al passo con i tempi, preferiamo i metodi tradizionali, incontrando gli elettori uno ad uno, conoscere idee e bisogni della popolazione.  Abbiamo poi dalla nostra i cinque anni dell’attuale governo, durante i quali abbiamo preso un Paese in recessione e passo dopo passo lo stiamo facendo risalire. Con la riforma di banche popolari e credito cooperativo abbiamo arginato la crisi finanziaria che era in atto al nostro ingresso. Investiremo poi sulla sicurezza e risolveremo i problemi legati al fenomeno dell’immigrazione. Condanniamo il razzismo in tutte le sue forme e consideriamo il flusso dei migranti un fenomeno che va governato. E’ lo specchio di una realtà in cui la disperazione costringe una madre a mettere il figlio su un barcone, ben sapendo che forse non lo rivedrà più, per salvarlo guerra e dalla fame. Ci accusano di non aver fatto molto a riguardo ma voglio ricordare che in Italia vige ancora la legge Bossi-Fini, per la quale identificare un migrante per poi rimpatriarlo è una cosa complicatissima. Abbiamo statuito lo Sprar che prevede che ogni comune inserisca 7 extracomunitari per ogni 1.000 abitanti, attuabile però soltanto se ciascuno fa la sua parte». Presente anche la vice presidente della Regione, Anna Casini: «Ringrazio Agostini per essere stato un punto di riferimento a Roma, un occhio attento ai problemi del nostro territorio. Auspichiamo di poter mantenere questa importante rete di collaborazione e di contatti con il Governo centrale con l’ascesa dei nostri candidati, Manuela Di Cintio (uninominale per il Senato), Margherita Sorge (plurinominale per la Camera nel collegio Marche Sud) e il qui presente Antimo Di Francesco. Tutti e tre riscuotono la mia stima e completa fiducia».  Riguardo al terremoto la vice presidente della Regione è partita subito l’attacco al candidato della destra. «Fioravanti sta facendo girare un video sull’esplosione di un boiler in una casetta ad Arquata, ma vorrei chiedergli dove fosse durante le fasi critiche che dal 24 agosto si sono susseguite fino al 18 gennaio, con l’aggravante della nevicata straordinaria. Certo qualcosa è andato storto, o si poteva fare meglio, nella gestione dell’emergenza. Ma chi poteva immaginare un fenomeno di tale portata. Accusano la Regione e le amministrazioni locali di lungaggini nella ricostruzione, ma quale degli 86 sindaci coinvolti, e con loro le giunte e gli uffici tecnici, era pronto a fronteggiare una simile crisi». A tal proposito Luciano Agostini ha precisato che il 64% dei danni del terremoto ha riguardato le Marche e che sono 30 mila gli sfollati che la Regione ha dovuto gestire. «Di sicuro – ha continuato la Casini –  le Sae sarebbero state pronte prima se avessimo potuto approntare tre sole aree in tutta la zona invece che 73, in risposta all’esigenza dei cittadini di voler rimanere vicini alle loro case. Nel frattempo tutti sono stati assistiti da Cas e supporto psicologico e le aziende hanno avuto la possibilità di delocalizzare». La Casini ha poi ribadito le iniziative messe in atto dal Governo e recepite dalla Regione a sostegno dell’industria e dell’occupazione e i fondi messi a disposizione per scuole, municipi, chiese e viabilità.

Le conclusioni sono toccate ad Antimo Di Francesco che ha ribadito l’importanza di «una campagna elettorale a tu per tu con gli elettori, di certo più faticosa ma imprescindibile occasione di approfondimento e riflessione».

«La rivalutazione industriale nell’area di crisi complessa – ha detto ancora Di Francesco – e la sicurezza saranno tra i nostri obiettivi primari. Possiamo già anticipare che è in programma l’assunzione di 10 mila addetti e di fare investimenti sulla rete nazionale di videosorveglianza». Riallacciandosi a quanto espresso in precedenza da Luciani sull’immigrazione e sulla lotta all’intolleranza, Di Francesco ha anticipato di voler denunciare politicamente il candidato della destra per «conflitto di interessi riguardo al ruolo che lo stesso ricopre nella struttura di Carpineto che accoglie i migranti». Due gli argomenti che la platea ha voluto approfondire. Il primo, lo stato dei fatti in merito all’acquisto di abitazioni di edilizia residenziale pubblica. Casini: «Da domani (oggi, ndr) provvederò ad informarmi e vi darò risposte». Il secondo: le prospettive di crescita turistica per le zone montane, «inserite in una regione dove, comprensibilmente, gli operatori della costa fanno campagna promozionale cercando di affrancarsi da noi e dal ricordo del terremoto». Ancora Casini: «Abbiamo già stanziato 18 milioni di euro per migliorare strade secondarie che penalizzavano la viabilità dell’area montana anche prima del terremoto». Hanno preso parte all’incontro anche il sindaco di Force Augusto Curti, l’assessore del comune di comunanza Rita Simonelli, l’assessore Fausto Raschioni, il presidente della proloco Livio Lini. A garantire la sicurezza il comandante della stazione dei Carabinieri di Comunanza Giovanni Croce.

 

 

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