Ancora un tentativo estremo, avvertito come unico per reagire alle avversità, forse per una fragilità di fondo acuita dal momento caratterizzato da crisi e pandemia. Ma, per fortuna, ancora un dimostrazione di prontezza e competenza da parte delle forze dell’ordine.

Due i casi nel giro di un mese nel Piceno: ad Ascoli il 14 dicembre, vigilia di Natale, e a San Benedetto il 25 gennaio. Stavolta, teatro dell’episodio che per poco non si è trasformato in tragedia, è stato Martinsicuro (Teramo), a due passi dal confine con le Marche, dove oggi, 29 gennaio intorno alle 10,30, una ragazza ha chiamato, disperata, il 112 per chiedere aiuto: la madre si era chiusa in casa e minacciava di suicidarsi.

I Carabinieri della Stazione di Martinsicuro sono quindi accorsi sul posto riscontrando che effettivamente la donna si era barricata all’interno del suo appartamento, sito al quarto piano di una palazzina, e minacciava di lanciarsi giù dal balcone.

I militari hanno quindi intrapreso un lungo colloquio con la donna, c’erano anche i figli della stessa, per convincerla ad aprire la porta e desistere dai suoi insani propositi.

Nel frattempo sono arrivati sul posto i Vigili del fuoco di Nereto – hanno steso i materassi gonfiabili anti caduta introno all’abitazione – e il personale sanitario del 118 di Teramo.

Risolutivo per il buon esito della vicenda è stato l’intervento del militare negoziatore dell’Arma dei Carabinieri (giunto appositamente sul posto dal Comando provinciale di Pescara su richiesta della Compagnia di Alba Adriatica) che, dopo circa tre ore di un’estenuante trattativa, unitamente al personale sanitario, è riuscito a convincere la donna ad aprire la porta di casa ed accettare le cure mediche del caso. La donna è stata ricoverata all’ospedale di Giulianova.

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