Autunno 2025: siccità nel Piceno, non bastano le ultime piogge

NONOSTANTE le recenti piogge e nevicate abbiano parzialmente alleviato la situazione, anche nel territorio Ascolano resta una condizione di aridità moderata. Sarà difficile colmare la forte mancanza d’acqua accumulata nei mesi precedenti. Questo emerge da un recente studio tecnico di un’agenzia regionale specializzata
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di Marco Braccetti

 

L’autunno 2025 sta per concludersi e porta con sé un quadro meteorologico che, nelle Marche e anche nel Piceno, appare tutt’altro che rassicurante. Secondo l’ultimo resoconto del Servizio Agrometeo Regionale Amap, negli ultimi tre mesi il territorio regionale ha ricevuto meno della metà delle precipitazioni attese, con un ammanco del 57% che riporta la memoria a uno degli autunni più secchi dell’ultimo ventennio: quello del 2011.

 

Da settembre a novembre, infatti, nelle Marche sono caduti in media appena 100 millimetri di pioggia, contro i 233 millimetri che rappresentano il riferimento climatico 1991–2020. La causa è da ricercare nel persistente dominio dell’alta pressione, che ha bloccato per settimane l’arrivo delle perturbazioni atlantiche tipiche della stagione autunnale.

 

Anche la provincia di Ascoli non è rimasta immune da questo lungo periodo asciutto. Le stazioni meteorologiche della rete Amap indicano che l’indice di siccità SPI-3 colloca il territorio ascolano nella categoria della siccità moderata, con valori come –1.4 a Carassai e Maltignano, comuni considerati rappresentativi della zona. Non si tratta della situazione più critica, soprattutto se confrontata con quella dell’anconetano, dove si registra una siccità severa, ma è comunque un campanello d’allarme per un’area in cui l’agricoltura ha un ruolo centrale.

 

Siccità: problema pressante anche nel Piceno

La scarsità di piogge è stata accompagnata da temperature spesso più alte del normale. Settembre, ad esempio, ha registrato valori superiori di 1.4°C rispetto alla media storica, mentre nella seconda decade di novembre il termometro è salito fino a segnare un’anomalia di +2.6°C. A rendere la situazione più delicata, ci sono i picchi di aridità di alcune fasi del trimestre: in più di una decade le piogge sono risultate quasi nulle, come nella seconda di novembre, dove il deficit ha sfiorato il 96%.

 

Un altro dato significativo riguarda l’evapotraspirazione, ovvero la quantità d’acqua che il suolo e la vegetazione cedono all’atmosfera. Nel Piceno, anche qui con valori forniti dalle stazioni di riferimento, si osserva un incremento rispetto al dato storico. A Carassai, ad esempio, l’evapotraspirazione autunnale supera la media di 36 millimetri, segnale di un maggiore stress idrico che impatta direttamente sulle colture. È un trend che negli ultimi anni sta interessando diverse aree della regione e che, secondo gli esperti, potrebbe continuare con l’aumento delle temperature medie annuali.

 

Le piogge – cadute copiose negli ultimi giorni – potrebbero aver alleviato la situazione nel breve periodo. Tuttavia, spiegano i tecnici Amap, recuperare il deficit dei sei mesi precedenti sarà molto più complesso. Serviranno periodi piovosi più lunghi e regolari, difficili da prevedere in un contesto climatico sempre più variabile.


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