Infortuni sul lavoro in aumento, il Piceno tra le province più colpite

INAIL - Nei primi undici mesi del 2025 crescono incidenti e morti sul lavoro nelle Marche. Bianchini: «Serve un cambio di passo culturale e organizzativo»
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La sede Inail di Ascoli

I dati provvisori Inail relativi ai primi undici mesi del 2025 delineano un quadro preoccupante per la sicurezza sul lavoro nelle Marche e accendono un faro particolare sulla provincia di Ascoli Piceno. Complessivamente, nella regione sono state presentate 15.661 denunce di infortunio sul lavoro, con un aumento dell’1,6% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Ma è soprattutto il numero degli incidenti mortali a destare allarme: le vittime salgono da 19 a 28, con un incremento del 47,4%.

In questo contesto, Ascoli Piceno registra un dato particolarmente critico. Le morti sul lavoro passano infatti da una a quattro, segnando un aumento del 300% e collocando la provincia, insieme a Fermo, tra quelle più colpite dopo Macerata e Pesaro Urbino. Un’impennata che evidenzia come anche il territorio ascolano non sia immune da una tendenza che coinvolge l’intero sistema produttivo regionale.

Il settore maggiormente colpito risulta quello manifatturiero, dove i decessi aumentano da due a nove (+350%). Nel complesso, 24 vittime si registrano nell’industria e nei servizi, mentre quattro riguardano l’agricoltura. Le fasce d’età più vulnerabili restano quelle comprese tra i 50 e i 75 anni, che rappresentano oltre il 70% dei casi mortali. La maggioranza delle vittime sono uomini e lavoratori italiani.

Anche sul fronte degli infortuni non mortali Ascoli Piceno mostra numeri significativi: 2.052 denunce, con un lieve incremento dello 0,2%. I settori più esposti, a livello regionale, risultano le costruzioni, la sanità, l’industria alimentare, la gomma-plastica, la metallurgia, oltre all’amministrazione pubblica e all’istruzione, tutti in crescita rispetto al 2024.

Preoccupante anche il dato relativo alle malattie professionali. Nella provincia di Ascoli Piceno le denunce aumentano del 16,9%, uno dei valori più alti delle Marche. In forte crescita risultano le patologie dell’apparato respiratorio, del sistema nervoso e, in modo particolarmente marcato, i disturbi psichici e comportamentali.

A commentare questi numeri è Guido Bianchini, past president cocopro Inail Ascoli Piceno, che richiama l’attenzione sulla necessità di un cambio di approccio: «I numeri confermano una tendenza che non possiamo più considerare episodica. L’aumento degli incidenti mortali, soprattutto nei settori produttivi, indica che la sicurezza non può essere trattata come un adempimento formale ma come un investimento strategico».

Bianchini sottolinea come il problema riguardi anche da vicino il territorio ascolano e l’intera comunità: «Serve un cambio di passo culturale e organizzativo: formazione continua, tecnologie adeguate, controlli efficaci e una reale partecipazione dei lavoratori. Solo così si può invertire una rotta che oggi preoccupa l’intera comunità marchigiana».

Numeri e tendenze che, seppur provvisori, restituiscono un messaggio chiaro: senza interventi strutturali e una maggiore attenzione alla prevenzione, il costo umano degli infortuni sul lavoro rischia di continuare a crescere, anche ad Ascoli Piceno.


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