«In piazza Cristo Re si spaccia, ma Porto d’Ascoli è più sicura del centro di San Benedetto»

SICUREZZA - Commercianti ed esercenti tracciano un quadro fatto di maggiore tranquillità rispetto al cuore della Riviera, ma segnalano degrado e disagi soprattutto in alcuni punti, compresa la stazione. Il vero nodo resta l’efficacia degli strumenti normativi a disposizione delle forze dell’ordine
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di Marco Braccetti

 

Sicurezza urbana: guardando a ciò che accade nel centro di San Benedetto, chi vive o lavora a Porto d’Ascoli tira – giustamente – un sospiro di sollievo, pur senza nascondere che anche nel versante sud del territorio comunale permangono alcune situazioni problematiche.

Piazza Cristo Re, cuore di Porto d’Ascoli

 

«È stata più volte segnalata la presenza di spacciatori nell’area di piazza Cristo Re – afferma il barbiere Davide Portelli –. Ma, complessivamente, attualmente la nostra zona sta vivendo un periodo di relativa tranquillità rispetto a San Benedetto. Qui non ci sono locali della movida o particolari punti di ritrovo dove eccedere con l’alcol». Insomma, oggi appare fortunatamente solo come un ricordo quanto avvenne nel 2018.

 

In quel periodo si verificò un’onda anomala di fenomeni delittuosi proprio a Porto d’Ascoli. Tra rapine ai danni di negozi e gravi situazioni di degrado sociale, la società civile era addirittura pronta a scendere in piazza per una fiaccolata che poi, all’atto pratico, non si riuscì a organizzare.

 

Tornando all’attualità, il miglioramento della situazione portodascolana viene evidenziato anche da Ortenzia Travaglini, segretaria dell’associazione di esercenti Pd’A Shopping Center: «Rispetto al recente passato, le cose sono migliorate. Certo, resta critica l’area di piazza Cristo Re, da dove mi riferiscono di continui disturbi alla quiete pubblica, con schiamazzi in piena notte, per non parlare di persone che utilizzano i portoni dei palazzi per fare i propri bisogni».

Elio Core

 

La piazza principale del quartiere Porto d’Ascoli Centro viene citata in negativo anche dal presidente dell’associazione zonale, Elio Core: «Tra i punti problematici ci sono anche via Esino, il sottopasso di via dell’Airone e la stazione. Quest’ultima, fortunatamente, non è ai livelli di delinquenza che si registrano nello scalo di San Benedetto. Tuttavia, di notte diventa un dormitorio per extracomunitari e, dopo il tramonto, molte persone hanno paura a frequentarla».

 

Core ricorda poi un intervento rimasto incompiuto: «Tempo fa sono stati installati dei tornelli. L’obiettivo era garantire l’ingresso alla stazione solo a chi fosse munito di biglietto. Ebbene, i tornelli non sono mai stati attivati: uno spreco di soldi pubblici e una mancata soluzione per aumentare sicurezza e decoro».

 

Per rafforzare questi due aspetti, in molti invocano una maggiore presenza di uomini e mezzi delle forze dell’ordine. Una tesi che viene però parzialmente corretta dalla visione di Portelli: «A mio modesto avviso le forze dell’ordine sono già sufficientemente presenti sul nostro territorio. Il vero problema è che non hanno gli strumenti per poter operare al meglio. E non parlo di pistole o taser, ma di un quadro normativo e legale».

 

Portelli fa qualche esempio: «Se un poliziotto arresta una persona che brandisce un coltello per strada, minacciando i passanti, deve fare attenzione a come lo arresta, altrimenti rischia a sua volta di finire sotto processo. Per non parlare dell’assoluzione di quel delinquente che staccò a morsi il dito di una poliziotta, proprio a San Benedetto. Purtroppo, oggi le leggi italiane non favoriscono il lavoro delle nostre forze dell’ordine».

 

E aggiunge: «Anche la nostra società credo stia troppo addosso agli uomini e alle donne in divisa: c’è chi filma gli arresti nel tentativo di smascherare chissà quale abuso».

 

«Finché andremo avanti così – conclude – le forze dell’ordine avranno le armi spuntate e questo si ritorcerà contro di noi, che abbiamo giustamente bisogno di sicurezza. Ma si tratta di una questione nazionale: a livello nazionale è ormai indispensabile modificare alcune leggi che oggi sono troppo sbilanciate a favore dei malviventi. Altrimenti l’Italia continuerà a essere il Paese dei Balocchi dei delinquenti».

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