di Luca Capponi
Figurine, adesivi, riviste, fumetti, giornali, buste sorpresa: gioie di bambini e non solo, in quei microcosmi di storie e incontri chiamate edicole. Al pari dei vecchi bar e dei negozi di dischi, delle piazze e della sala giochi, anche lì la vita analogica pre Internet ha dato il meglio di sé.
È anche per questo che, osservando il declino contemporaneo, resta l’amaro in bocca dinanzi al progresso che, in certi casi, avanza senza pietà. E che, in un inesorabile conto alla rovescia, ci ricorda come ad oggi, solo per citare Ascoli, le edicole rimaste in funzione siano solo cinque. Roba, quasi, da album dei ricordi nostalgici, dopo una raffica di chiusure che negli ultimi quindici anni non ha guardato in faccia a nessuno.
Augurandoci che il “trapasso” avvenga il più tardi possibile, non resta che togliersi il cappello dinanzi ai pochi che resistono. Tra questi vi è Gianluca Ranucci, che rilevò la storica edicola di via Mari (che prima era situata a qualche metro di distanza da dove si trova ora), zona Tofare, il 1° gennaio del 1993, dai figli del mitico Giovanni Spurio, uno dei primi strilloni di Ascoli. Trentatré anni in cui, con disponibilità e simpatia, è divenuto uno dei punti di riferimento del quartiere. Grazie anche alla sua estrema precisione, tanto che alcuni lo hanno scherzosamente soprannominato “il sicario”.
«Prima di acquistare l’edicola ero nell’Esercito, dove ero stato impiegato come magazziniere di compagnia proprio per la mia meticolosità – racconta –. Finita quell’esperienza il bivio era tra la fabbrica e il chiosco di giornali, ma non ebbi dubbi: qui potevo esprimere al massimo questa mia dote e, al tempo stesso, lavorare per conto mio senza dipendere da nessuno».
Nasce così l’avventura del “sicario“. Non c’è mai stata pubblicazione, gadget o qualche vecchia uscita introvabile che gli sfuggisse. Perizia estrema nell’eseguire il compito, difficile o facile che fosse.
Un’avventura che è andata avanti tra soddisfazioni e difficoltà, non ultima l’avvento di Internet che ha letteralmente creato un terremoto nel settore.
«Ricordo che quando iniziai vi era un vero e propri boom a livello di vendite, giornali e affini erano il canale principale per informarsi insieme alla tv ed alla radio – conferma Gianluca -. Oggi è ovviamente cambiato tutto, molti di noi per tirare avanti si sono dovuti reinventare ed adattarsi ai cambiamenti perché l’edicola non è più così redditizia, devi ingegnarti e creare».
Su questo Gianluca, che proprio ieri 24 gennaio ha compiuto 53 anni (auguri dalla redazione di Cronache Picene), non si è mai tirato indietro. Tanto che, qui alle Tofare, c’è chi trema al sol pensiero che possa abbassare le serrande.
Soprattutto tra gli anziani, tanti, che risiedono nel quartiere e che con smartphone e digitale hanno poca confidenza. Ai tempi del Covid, ma anche oggi, Gianluca non li ha lasciati soli, e alle discrete richieste di consegna a domicilio di giornali e riviste non si è mai sottratto. Alcuni, quando l’edicola è chiusa, preferiscono restare senza letture piuttosto che avventurarsi alla ricerca di un chiosco aperto: «Troppo lontano da raggiungere a piedi», ci raccontano.
«Mi fa piacere, questi attestati di fiducia rappresentano quanto di meglio si possa chiedere al mestiere – dice ancora con il giusto orgoglio Gianluca -. Per me la gratificazione ed il sorriso dei clienti hanno sempre rappresentato la priorità».
Ma il “sicario” ha anche un’altra particolarità, diciamo così, più ludica. Il suo carattere estroverso, infatti, lo ha portato ad interagire, ed in alcuni casi diventare amico, di personaggi come Cecilia Capriotti e della sorella Manola, e di tanti calciatori che negli anni hanno vestito la maglia dell’Ascoli, da Orsolini fino a Dell’Oglio, da Di Meo e Botteghin fino a Carpani, La Vista ed Eddy Baggio, la lista è lunga.
Alcuni di loro, anche adesso, non mancano di tornare a salutare Gianluca quando si trovano a passare in città. Loro, come tutti, sanno benissimo che, una volta entrati qui, si esce di sicuro con un sorriso. E di questi tempi non è affatto poco.
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