Roberto Boscaglia
di Pier Paolo Flammini
Terzo allenamento, e poi la prova più dura, contro il Ravenna, la squadra che tra le mura amiche del Benelli ha totalizzato più punti in questo campionato. Mister Roberto Boscaglia, due promozioni in B tra cui il doppio salto con il Trapani e piazze certo non da poco come Palermo, Brescia, Foggia tra le altre si trova subito di fronte a una prova difficile.
Ma le sue prime parole, di fronte alla stampa a due giorni dall’arrivo a San Benedetto, fanno capire che l’arma dell’esperienza è una delle sue migliori qualità, sperano, i tifosi rossoblù, capace di tradursi in punti sul campo. Non è un caso che ammette: «Ha ragione il presidente Massi, quando mi ha chiamato gli ho detto che mi attendevo da un po’ questa chiamata. Il mio nome era uscito quando c’è stato il primo cambio di allenatore. Questa è una piazza bellissima».
«Siamo 22 giocatori e ci sarà spazio per chiunque si metterà a disposizione. Ho trovata una squadra pronta, certo i risultati negativi incidono sul morale, ma questa squadra ha i mezzi: il 70% del lavoro è psicologico, e la squadra non si forma solo nel prato di gioco ma negli spogliatoi, con le famiglie, nel tempo libero. Sono stato fermo su un punto, tutti sanno che bisogna mettersi in discussione, si gioca per la squadra e la città, non per sé stessi. Chi non lo farà non potrà avere spazio» continua.
Intanto Boscaglia ha convocato tutti i giocatori a disposizione, compreso Scafetta, da due mesi fuori dalla partita. Unico assente Paolini, il cui rientro è previsto a breve: «Bisogna lavorare a 360°, a livello tattico, atletico, ma anche psicologico, un risultato positivo può essere una scintilla che cambia la stagione. Dobbiamo giocare con senso del pericolo ma senza paura. Ogni partita si può vincere, perdere o pareggiare, si inizia 11 contro 11: i miei giocatori daranno il massimo e siccome gli episodi sono determinanti, dovremo essere bravi a portarli a nostro favore».
«Non c’è la retrocessione diretta ma i play out ma non dobbiamo pensare a questo, guai a disperdere energie pensando a quel che sarà, dobbiamo capitalizzare il più possibile. La squadra vuole a tutti i costi la salvezza. Il nostro obiettivo è quello e ce la faremo, i giocatori sanno di essere forti. Io ho puntato sui prossimi anni qui alla Samb: se non raggiungo l’obiettivo inutile pensarci, ma io sono straconvinto che ce la faremo».
«Da parte mia spero di trasmettere i miei lavori a questa squadra fatta di tanti giovani ma con qualche elemento esperto. Bisogna lavorare anche a livello individuale, ogni calciatore ha una propria storia, una cultura, una storia, una religione diverse» conclude prima dell’allenamento e la partenza per Ravenna.
Io ho puntato tutto per i prossimi anni: quest’anno devo raggiungere l’obiettivo, se non riesco non abbiamo fatto nulla. Ma io sono straconvinto e quindi punto sui prossimi anni. Il Ravenna nasce per vincere il campionato, forte, strutturata fisicamente, sappiamo che abbiamo una partita molto difficile ma noi giocheremo cercando di metterli in difficoltà e portare punti utili per la salvezza.
A me non piace molto parlare di numeri, si attacca in 11 e ci si difende in 11, sulla base di come è strutturato l’avversario. Il modulo riguarda la fase di costruzione, ma in fase di difesa si cambia a seconda di come gioca l’avversario. Ci sono tanti dettagli da vedere, circoscrivere tutto con i moduli mi sembra riduttivo.
Col presidente mi sono sentito subito bene, ci siamo parlati al telefono e ci siamo incontrati, abbiamo fatto tutto e subito, c’era la volontà della società e la mia disponibilità assoluta. Questa è una piazza importantissima che tutti vorrebbero. L’assenza del direttore sportivo in questa fase? Non è una cosa che mi interessa, io devo fare il mio, questo lo decide il presidente.
Non ci sono indisponibili e i ragazzi saranno tutti convocati (meno l’infortunato Paolini, ndr).
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