Dopo anni di rivendicazioni sindacali e un lungo percorso giudiziario, arriva una svolta per gli infermieri in servizio alla casa circondariale di Ascoli Piceno. È stato infatti raggiunto un accordo che consente l’attuazione del diritto al buono pasto sostitutivo per il personale impegnato in turni superiori alle sei ore e impossibilitato a usufruire del servizio mensa. A dare notizia dell’esito positivo della vicenda è il dirigente provinciale del Nursing Up, Roberto Tassi, che parla di un traguardo particolarmente atteso.
«Finalmente viene riconosciuto un diritto che gli infermieri aspettavano da anni», afferma Tassi. La vertenza era stata avviata nel gennaio 2022 proprio su iniziativa del sindacato, con l’obiettivo di tutelare il personale infermieristico impiegato in condizioni lavorative che, secondo l’orientamento consolidato della giurisprudenza, danno diritto all’erogazione del buono pasto sostitutivo in assenza del servizio mensa.
Nel corso degli anni il procedimento è stato seguito anche dall’avvocato Valeria Simonetti, che ha assistito il sindacato nelle diverse fasi del contenzioso. Nel marzo 2024 il giudizio era stato temporaneamente sospeso per consentire un tentativo di dialogo tra le parti, ma le trattative non avevano prodotto risultati concreti, rendendo necessaria la prosecuzione della causa.
Un passaggio decisivo è arrivato con la determina numero 6 dell’Ast di Ascoli Piceno, che ha riconosciuto il diritto al buono pasto sostitutivo per il personale interessato. Il provvedimento, sottolinea il Nursing Up, è maturato anche grazie all’azione sindacale e al contenzioso avviato davanti al Tribunale del Lavoro.
L’intesa è poi stata resa operativa attraverso il confronto con la Direzione generale dell’Ast di Ascoli Piceno guidata da Antonello Maraldo e con gli uffici competenti. Gli infermieri della casa circondariale riceveranno il beneficio tramite una card elettronica, con decorrenza dal 2025.
La vicenda giudiziaria, tuttavia, non è ancora del tutto conclusa. Con un provvedimento del 2 aprile scorso, il giudice Barbara Caponetti ha disposto un tentativo di conciliazione tra le parti, fissando un’udienza per il prossimo 10 luglio. Sul tavolo resta infatti la questione delle somme relative agli anni precedenti, che i lavoratori chiedono di vedersi riconoscere.
Nel frattempo il Nursing Up guarda già oltre il caso della casa circondariale. Sono infatti state avviate ulteriori iniziative per estendere il medesimo diritto agli infermieri dell’ospedale Mazzoni di Ascoli, dell’ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto e, più in generale, a tutti i professionisti sanitari che operano nelle stesse condizioni.
«Questo risultato rappresenta un passo importante – conclude Tassi – ma anche un punto di partenza per proseguire nelle azioni a tutela dei diritti di tutti i professionisti della salute coinvolti».
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