
Le maestre dell’asilo Montessori, 20 anni dopo
Sono trascorsi vent’anni dalla chiusura dello storico asilo comunale di corso Mazzini di Ascoli, per tutti semplicemente il “Montessori”. Un luogo che per decenni ha rappresentato molto più di una scuola dell’infanzia: una seconda casa per migliaia di bambini ascolani e un punto di riferimento educativo per intere generazioni di famiglie.
Sabato scorso, 6 giugno, a distanza di due decenni da quel 2006 che segnò la fine di una lunga stagione, gran parte delle insegnanti e la storica direttrice Maria Rendina si sono ritrovate attorno a una tavola per condividere ricordi, aneddoti ed emozioni che il tempo non ha cancellato.
In realtà molte di loro non si sono mai perse di vista. I legami costruiti in anni di lavoro fianco a fianco sono rimasti saldi, alimentati da un affetto autentico e dalla consapevolezza di aver condiviso un’esperienza professionale e umana speciale. L’occasione della reunion, però, ha avuto un significato particolare: quello di fermarsi a guardare indietro, ripercorrendo una storia fatta di dedizione, sorrisi, sacrifici e soprattutto di bambini accompagnati nei loro primi passi di crescita.
Al centro dell’incontro c’era naturalmente Maria Rendina, autentica istituzione cittadina. Alla soglia dei 96 anni, in splendida forma, continua ancora oggi a passeggiare per il centro storico di Ascoli. Ha guidato il Montessori dagli anni Sessanta fino alla chiusura nel 2006.
Erano le maestre di una volta, quelle che vivevano il proprio lavoro come una missione educativa prima ancora che come una professione. Donne che hanno lasciato un segno profondo nei loro alunni, oggi adulti, genitori e persino nonni. Eppure il legame è rimasto intatto. Non è raro che, incontrandole per strada, ex bambini ormai cresciuti si fermino per un saluto, un abbraccio o una parola di ringraziamento. Momenti che spesso emozionano tanto chi li riceve quanto chi li offre.
Al pranzo erano presenti la direttrice Maria Rendina e le insegnanti Caterina Calcagni, Maria Pia Armillei, Carla Domizi, Anna Rita Pratalongo, Caterina Bracchetti, Francesca Lupi, Lucia Pallotta, Maria Adelaide Calilli, Teresa Lazzarini e Carla Albertini.
Per qualche ora il tempo è sembrato tornare indietro. Tra fotografie, racconti e ricordi condivisi, il Montessori è tornato a vivere nei sorrisi di chi ne ha scritto la storia. Una storia che, nonostante siano passati vent’anni dalla chiusura, continua a occupare un posto speciale nella memoria collettiva della città.
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