«L’interruzione dei lavori sull’asse Ponte Maglio-Comunanza è una vicenda che suscita indignazione, perché consegna ai cittadini l’immagine di un’opera incompiuta e di un territorio costretto a sopportare, ancora una volta, il peso dell’incertezza. Quel tratto oggi si presenta come un’area cantiere permanente ma con lavori sospesi da mesi, nessuna presenza visibile di mezzi, strutture operative o maestranze, nessun segnale concreto di ripresa».

Augusto Curti
Sono le parole dell’onorevole piceno Augusto Curti (Pd) in merito alla situazione che vede coinvolto il confine tra le province di Ascoli e Fermo.
«È una situazione grave perché interessa un collegamento essenziale tra l’entroterra fermano-piceno, la costa, la statale Adriatica e l’autostrada A14 – continua -. L’intervento sulla strada Val d’Aso, tra Ponte Maglio di Santa Vittoria in Matenano e San Biagio Vignola, era stato finanziato con 5 milioni di euro provenienti dagli sms solidali raccolti dopo il sisma del 2016. A quasi dieci anni dal terremoto, vedere ancora ferma un’opera sostenuta grazie alla solidarietà dei cittadini è inaccettabile».
«Quelle risorse hanno un valore non solo economico, ma morale perchè destinate a ricucire i territori colpiti, a ridurre l’isolamento, a restituire condizioni minime di sicurezza e sviluppo alle nostre comunità – ribadisce Curti – . Oggi, invece, la circolazione resta difficoltosa e pericolosa. La carreggiata è segnata da restringimenti che non consentono, in alcuni punti, il passaggio contemporaneo di due mezzi pesanti; il fondo presenta avvallamenti; il tracciato curvilineo, concepito come soluzione provvisoria per consentire l’esecuzione delle opere, rappresenta oramai una condizione ordinaria. Con l’arrivo della bella stagione e l’aumento del traffico mare-monti, il rischio è che una criticità già pesante si faccia realmente drammatica».
«Ho sollecitato in più occasioni la ripresa dei lavori, anche negli ultimi giorni – conclude -. In questa fase, però, serve un’assunzione di responsabilità da parte di tutte le istituzioni coinvolte, per scongiurare che il problema diventi cronico e per restituire al territorio un’infrastruttura vitale nella sua piena efficienza».
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