L’allarme lanciato dai baywatch non è rimasto inascoltato. Dopo il drammatico weekend che ha visto la morte Michele Strazzella e una serie di interventi di soccorso nella zona del Pennello sull’Albula, il Comune di San Benedetto è pronto a mettere in campo nuove misure per rafforzare la sicurezza lungo uno dei tratti di costa più delicati della Riviera.

 

A raccogliere l’appello del presidente della cooperativa City Service, Luca Buttafoco, è stato il sindaco Nicola Mozzoni, che si è detto disponibile a valutare ogni soluzione utile per evitare il ripetersi di tragedie.

 

«Dopo le criticità della scorsa settimana, con quattro persone salvate dalle onde nel giro di venti minuti, non possiamo far finta di nulla – afferma il primo cittadino -. Sono pronto a ragionare su qualsiasi soluzione». L’idea è quella di avviare un confronto tra amministrazione comunale, Guardia costiera e rappresentanti del servizio di salvamento per individuare interventi concreti già nelle prossime settimane.

 


L’area del Pennello sull’Albula al centro del dibattito

Le ipotesi sul tavolo sono principalmente due. La prima riguarda un rafforzamento dei controlli da parte della polizia locale nell’area del Pennello, dove molti bagnanti continuano a ignorare il divieto di balneazione in vigore nei primi venti metri attorno alla scogliera, soprattutto quando il mare è agitato. I bagnini possono soltanto richiamare i trasgressori, ma non hanno il potere di identificarli o sanzionarli. «L’obiettivo non sarà quello di fare multe, ma di garantire la sicurezza – precisa Mozzoni -. Rivolgo un appello a tutti, anche ai nuotatori più esperti: rispettate le regole e seguite sempre le indicazioni dei bagnini».

 

La seconda misura riguarda invece l’accesso alla scogliera del Pennello. L’area è formalmente interdetta al pubblico, ma ogni giorno decine di persone continuano a percorrerla nonostante il divieto. La staccionata in legno installata dal Comune lo scorso ottobre è stata distrutta dalle mareggiate e oggi non rappresenta più un ostacolo.

 

Proprio su questo punto insiste Buttafoco, che chiede la realizzazione di una barriera realmente invalicabile, come già avvenuto in altre località marchigiane. «Se si va avanti così, ad agosto conteremo altri morti», aveva denunciato il presidente della City Service, ricordando come il mese di agosto, con il maggior afflusso di turisti e le frequenti giornate di vento, rappresenti il periodo più delicato della stagione balneare.

 

Tra le proposte avanzate dai baywatch c’è anche quella di valutare, dal punto di vista giuridico e normativo, la possibilità di estendere temporaneamente il divieto di balneazione oltre gli attuali venti metri attorno al Pennello nelle giornate di mare mosso, affiancando il provvedimento a un presidio costante di Guardia costiera e polizia locale. Solo le forze dell’ordine, infatti, possono intervenire nei confronti di chi viola i divieti.

 

Il problema, spiegano gli operatori del salvamento, non riguarda soltanto chi entra in acqua nonostante le condizioni proibitive, ma anche le continue passeggiate sulla scogliera, dove il rischio di cadere tra i massi è concreto e negli anni ha già provocato numerosi incidenti. Per questo l’auspicio è che il confronto annunciato dal Comune possa tradursi rapidamente in interventi concreti, prima che il pieno della stagione estiva renda ancora più difficile garantire la sicurezza in uno dei punti più critici del litorale sambenedettese.

 

Tra i bagnanti c’è chi chiede il pugno di ferro: «Frequento spesso la spiaggia e in giornate di mare mosso capita di vedere di tutto – afferma Giovanni Filippini, ex presidente del comitato di quartiere Marina Centro -. I bagnini fischiano in continuazione per richiamare l’attenzione di chi entra in acqua anche quando non si dovrebbe, ma nessuno li ascolta. Se certi incoscienti non vengono multati, non si otterrà nulla e si continuerà a mettere a repentaglio anche la vita degli addetti al salvamento».

 

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