Il presidente del Consorzio Tutela Vini Piceni, Simone Capecci; il presidente di Vinea, Pompilio D’Angelo; l’assessore regionale Enrico Rossi  

 

 

Il comparto vitivinicolo piceno chiede interventi di sostegno nell’immediato e, al tempo stesso, una politica strutturale di lungo termine.

Con un’iniziativa congiunta, che testimonia la forte coesione tra i principali organismi al servizio del mondo vitivinicolo piceno, i rispettivi consigli di amministrazione di Vinea e del Consorzio Tutela Vini Piceni hanno incontrato, presso i locali dell’Enoteca Regionale di Offida, il vicepresidente e assessore all’Agricoltura della Regione Marche, Enrico Rossi.

 

L’occasione è stata utile per illustrare e fotografare il momento che sta vivendo il comparto, anche attraverso numeri e statistiche elaborate dal dottor Elso Pica, dell’ufficio segreteria del Consorzio, sulla base dei dati Valoritalia.

 

Ne è emerso un quadro molto realistico, che evidenzia una quantità significativa di vino in giacenza, senza particolari differenze tra denominazioni bianche e rosse o tra Dop e Docg.

 

Nel dibattito che ne è seguito, numerosi imprenditori hanno manifestato la propria preoccupazione per questi volumi invenduti, a prescindere dalla tipologia del prodotto, e hanno chiesto anche interventi incisivi a sostegno del mercato.

 

Tutti i partecipanti hanno convenuto sulla necessità di affiancare agli interventi tampone una politica di lungo periodo a sostegno del vino, attraverso una programmazione che possa garantire un rilancio strutturale del settore.

 

«Non è un momento felice, inutile negarlo – ha dichiarato il presidente di Vinea, Pompilio D’AngeloPer questo la nostra organizzazione ha proposto questa campagna di ascolto con l’assessore Rossi, di concerto con il Consorzio di Tutela competente e facendo seguito al convegno sul “Nuovo Pacchetto Vino” svoltosi recentemente, considerata l’importanza strategica per il nostro territorio del settore vitivinicolo, che si trova attualmente a fronteggiare diverse criticità.

Tra queste ritengo utile non concedere autorizzazioni per nuovi impianti di vigneto per alcuni anni, pur con la possibilità di valutare periodicamente la situazione, così da ridurre le eccedenze di prodotto attualmente presenti sul mercato. Nel contempo sarebbe opportuno prevedere una deroga per i giovani agricoltori, al fine di favorire il ricambio generazionale, visto l’invecchiamento della popolazione e la mancanza di alternative valide alla viticoltura. Vorrei inoltre porre cautela sul tema dell’estirpazione dei vigneti, considerando il potenziale danno ambientale, proponendo tempi più lunghi per l’eventuale reimpianto».

 

«La promozione, per la quale è istituzionalmente deputato il Consorzio – ha aggiunto il presidente del Consorzio Tutela Vini Piceni, Simone Capecci sia verso i Paesi terzi sia nell’ambito dell’Unione Europea, rappresenta uno strumento fondamentale per il settore, così come lo sono il turismo enogastronomico e il turismo enologico. Riteniamo opportuno proporre all’assessore la possibilità di aumentare la percentuale di contributo per azioni di questo tipo, così come di attivarsi per cogliere le opportunità offerte da nuovi mercati ancora non esplorati.

Non bisogna dimenticare che valorizzare una Dop significa anche investire sul territorio di competenza. La viabilità stradale e la cura dell’ambiente non possono che essere parte integrante di questo percorso».

 

Particolarmente dibattuto tra i presenti è stato il tema della distillazione, sul quale i due presidenti hanno concordato l’assoluta necessità di un intervento, comprese e soprattutto le denominazioni di origine. Una misura considerata indispensabile come operazione tecnica di soccorso alle giacenze presenti e utile anche a limitare le speculazioni sui prezzi che continuano a interessare il mercato, oggi in una fase di forte stallo, e che potrebbero riflettersi negativamente anche sul valore dell’uva della prossima vendemmia.

 

Nel corso dell’incontro sono stati affrontati anche altri temi, come il vino dealcolato, che potrebbe rappresentare una nuova opportunità commerciale senza sostituire il vino nei mercati tradizionali, e quello della sostenibilità ambientale per contrastare i cambiamenti climatici, con l’auspicio di una conferma delle misure di sostegno all’agricoltura biologica, una pratica già ampiamente diffusa nel Piceno.

 

L’assessore Rossi, al quale i rappresentanti dei due organismi hanno rivolto un ringraziamento per la disponibilità dimostrata, ha ascoltato con grande attenzione gli interventi, facendo proprie le richieste e le aspettative dei viticoltori e impegnandosi a lavorare per individuare soluzioni in tempi brevi. Ha inoltre precisato che alcuni eventuali interventi di carattere ministeriale dovranno essere condivisi con altre regioni, che in alcuni casi si sono mostrate più prudenti rispetto ad alcune delle proposte avanzate, tra cui quella relativa alla distillazione di sostegno.

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