Sostenuto dalla curiosità dei lettori, prosegue il viaggio di Cronache Picene nelle “tasche” degli amministratori pubblici. Dopo il report sui gettoni di presenza dei consiglieri comunali sambenedettesi e la panoramica sui compensi di sindaco e presidente del Consiglio comunale (vedi articoli allegati in fondo) stavolta ci concentriamo sul patrimonio privato dei primi cittadini piceni.
Premessa importante: le norme, ribadite anche da un pronunciamento dell’Anac (Agenzia nazionale anti-corruzione) prevedono che solo i sindaci dei Comuni con più di 15.000 abitanti debbano rendere pubbliche le proprie situazioni patrimoniali. Un limite che, applicato al nostro territorio, restringe il perimetro di questa analisi a tre realità. In ordine di grandezza: San Benedetto del Tronto, Ascoli, Grottammare.
E’ proprio il sindaco sambenedettese Nicola Mozzoni che propone la situazione patrimoniale più significativa. All’opposto, il primo cittadino delle Cento Torri, Marco Fioravanti, risulta sostanzialmente nullatenente. Mentre l’unico dei tre che dichiara di possedere un’automobile è il sindaco grottammarese Alessandro Rocchi.
Ma entriamo nei dettagli, iniziando da Mozzoni.
Venti immobili e tre partecipazioni societarie. È questa la fotografia che emerge dalla dichiarazione patrimoniale presentata all’inizio del mandato da sindaco di San Benedetto. Un documento previsto dalla normativa sulla trasparenza degli amministratori pubblici, nel quale il primo cittadino dichiara i beni e i diritti posseduti.
La parte più consistente riguarda il patrimonio immobiliare. Nella tabella risultano complessivamente 20 fabbricati, tutti intestati a Mozzoni e indicati con diritto reale di proprietà. La dichiarazione riporta, per la grande maggioranza, una quota di comproprietà dell’11,11%. Fanno eccezione due posizioni: una con una quota dello 0,47% e una con il 100%.
Il quadro catastale è piuttosto articolato. Dei venti immobili dichiarati, dieci appartengono alla categoria A/2, quella relativa alle abitazioni di tipo civile. Ci sono poi due immobili A/10, categoria catastale destinata agli uffici e agli studi privati. Sul versante delle pertinenze e degli immobili a destinazione diversa dall’abitativo compaiono cinque C/6, categoria che comprende autorimesse, rimesse e stalle, due C/2, riferiti a magazzini e locali di deposito, e un C/1, relativo ai negozi o alle botteghe.
Un patrimonio, dunque, composto non soltanto da abitazioni, ma anche da pertinenze e unità con destinazione commerciale o professionale. Il documento, tuttavia, presenta oscurati sia la colonna relativa alle ubicazioni, sia quella riguardante valore o reddito catastale. Non è pertanto possibile ricavare dalla dichiarazione né la collocazione dei singoli immobili né una stima complessiva del loro valore.
Sul fronte societario emergono invece tre partecipazioni. Mozzoni dichiara di possedere il 50% di BTG Srl, il 15% di Hotel Relax dei Bernardini Anna & C. Sas e il 13,33% di Studio Dott. Mozzoni Domenico Srl. Anche in questo caso la documentazione non rende leggibili i valori economici delle partecipazioni.
Particolarmente significativo è il ruolo ricoperto nella prima società: BTG Srl non compare soltanto nell’elenco delle partecipazioni, ma anche in quello delle società presso le quali Mozzoni dichiara di esercitare funzioni di amministratore. La dichiarazione non indica invece altre cariche presso enti pubblici o privati con relativo compenso.
Non risultano inoltre, nella sezione dedicata ai beni mobili registrati, veicoli, imbarcazioni o altri beni di questo tipo dichiarati. Anche la sezione relativa a incarichi con oneri a carico della finanza pubblica non presenta posizioni compilate.
Un ultimo elemento riguarda l’ambito familiare: Mozzoni ha scelto di presentare la dichiarazione relativa ai propri beni personali, senza estenderla ai beni del coniuge o dei familiari entro il secondo grado, in assenza del loro consenso.
Passando a Fioravanti, l’analisi è molto semplice. Secondo il documento (protocollato in Comune il 12 giugno 2026 e relativo al 2025) il sindaco ascolano risulta non possedere beni immobili o mobili. Nessuna partecipazione a società di alcun tipo. Riguardo all’ambito familiare, Fioravanti mette in evidenza che la mamma ed il fratello non hanno acconsentito alla pubblicazione dei loro beni.
Infine il sindaco della Perla dell’Adriatico. Per Alessandro Rocchi, l’ultimo documento patrimoniale disponibile risale al 2023. Il sindaco risulta proprietario di tre fabbricati (uno con titolarità al 50%, due al 100%) oltre ad un’autovettura immatricolata nel 2010. Rispetto alla dichiarazione di Mozzoni, mancano le categorie catastali e, anche in questo caso, dalla dichiarazione non possibile ricavare né la collocazione dei singoli immobili né una stima complessiva del loro valore. Nell’atto, non si fa menzione della situazione familiare.
Sul fronte dei compensi ad amministratori e dirigenti pubblici, nei mesi scorsi il nostro giornale aveva analizzato la situazione del Comune di Ascoli, con dei servizi disponibili qui in fondo.
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