
I teatri Ventidio Basso di Ascoli e Serpente Aureo di Offida
Il Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno e il Teatro Serpente Aureo di Offida entrano ufficialmente nel Patrimonio Mondiale Unesco.
La decisione è stata assunta dalla 48ª sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale riunita a Busan, in Corea del Sud, che ha approvato l’iscrizione nella Lista Unesco del sito seriale “Il sistema dei teatri condominiali all’italiana nell’Italia centrale fra XVIII e XIX secolo”.
Il riconoscimento riguarda dieci teatri distribuiti tra Marche, Umbria ed Emilia-Romagna: il Teatro Angelo Mariani di Sant’Agata Feltria, il Teatro Pergolesi di Jesi, il Ventidio Basso di Ascoli Piceno, il Serpente Aureo di Offida, il Teatro dell’Aquila di Fermo, il Lauro Rossi di Macerata, il Feronia di San Severino Marche, il Gentile di Fabriano, il Bramante di Urbania e il Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto. Rispetto alla candidatura iniziale sono invece rimasti esclusi otto teatri, tra cui il Carlo Goldoni di Ancona, il Nicola Vaccaj di Tolentino, il Teatro della Fortuna di Fano e il Rossini di Pesaro.
Per le Marche si tratta di un risultato storico che consolida il ruolo della regione come “regione dei teatri”, territorio che vanta la più alta concentrazione di teatri storici condominiali al mondo.
La candidatura, promossa dalla Regione Marche con il coinvolgimento di Emilia-Romagna e Umbria e il supporto del Ministero della Cultura, è stata avviata nel 2020 e ha portato al riconoscimento di un modello architettonico e sociale unico, nato tra il Settecento e l’Ottocento grazie alla partecipazione diretta delle comunità locali che acquistavano e gestivano i palchi dei teatri.

La proclamazione del Teatro di Offida
Particolarmente significativa la soddisfazione di Offida, dove il sindaco Luigi Massa ha accolto la notizia con parole cariche di emozione: «Oggi Offida entra nella storia del mondo. Non è il premio a un edificio, ma il riconoscimento a una comunità intera. Il Serpente Aureo non è un museo, è casa nostra. E da oggi è anche casa dell’umanità».

Francesco Acquaroli e Giorgia Latini
Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, che ha parlato di «una pagina storica» per l’intero sistema culturale marchigiano, sottolineando come l’iscrizione Unesco rappresenti un richiamo internazionale per la rete dei teatri storici e per tutto il territorio regionale.
Anche la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni e la deputata marchigiana Giorgia Latini hanno evidenziato il valore del riconoscimento, ricordando il lavoro portato avanti fin dal 2021 per sostenere la candidatura. «Le Marche sono il cuore del nuovo sito Unesco – hanno dichiarato – e i teatri storici continuano a rappresentare luoghi di cultura, identità civica e sviluppo turistico».
Sull’argomento è intervenuto anche il commissario sisma Guido Castelli: «E’ una notizia che riempie di orgoglio i territori dell’Appennino centrale e rappresenta un riconoscimento di straordinario valore per un patrimonio culturale che appartiene alle nostre comunità».

Francesco Ameli
«Accogliamo questo risultato con grandissima soddisfazione – dichiara Francesco Ameli, segretario provinciale di Ascoli del Partito Democratico – I teatri condominiali nascono da un’intuizione profondamente civica e partecipativa: la cultura vissuta non come privilegio per pochi, ma come bene comune custodito dai cittadini. Un messaggio rivoluzionario ed attuale. Questo riconoscimento è il coronamento del lavoro svolto negli anni da amministrazioni locali e regionali, istituzioni umane e culturali, maestranze e operatori dello spettacolo dal vivo che hanno tenuto vivi questi spazi con dedizione e passione.
Il titolo Unesco – prosegue Ameli – porta con sé una grande responsabilità. Ora dopo le necessarie celebrazioni, con la dovuta sinergia istituzionale, avremo l’opportunità di mettere a terra un piano straordinario di investimenti per la conservazione, la gestione e la digitalizzazione delle strutture, oltre al sostegno permanente alle stagioni teatrali e alle produzioni locali. I teatri del devono essere vivi, accessibili, vissuti dai giovani e capaci di generare un indotto turistico e culturale distribuito e sostenibile su tutto il territorio, a partire da quello provinciale».
L’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale apre ora nuove prospettive per la tutela, la valorizzazione e la promozione dei teatri storici dell’Italia centrale, riconoscendo un patrimonio che da oltre tre secoli rappresenta uno dei simboli più autentici della vita culturale e sociale delle comunità. Per il Piceno, con il Ventidio Basso e il Serpente Aureo, è un traguardo destinato a lasciare un segno nella storia del territorio.
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Il ministro Giuli


La delegazione italiana a Busan














