Francesco Tomei (foto Pietro Festuccia)

Domani sera al Del Duca per l’Ascoli si comincia a fare sul serio. Il turno preliminare di Coppa Italia contro il Potenza – con fischio d’inizio alle 20:30 – è il primo appuntamento ufficiale della stagione 2026-2027 e il Picchio vuole affrontarlo al meglio nel percorso che porta verso il 23 agosto, data dell’esordio in campionato in quel di Verona. Allo stato attuale (aggiornamento alle ore 19) i biglietti venduti sono 4.942, di cui 231 per il settore ospiti.

 

Direttamente dal “Picchio Village” in conferenza stampa mister Francesco Tomei ha presentato così la sfida: «Ci prepariamo lavorando per integrare i nuovi e portare avanti la nostra identità, che va migliorata quotidianamente. Il Potenza è un’ottima squadra e sarà un test probante perché iniziano le partite ufficiali dove i punti contano. Siamo tutti un po’ in rodaggio, ma servirà per vedere come stiamo. Ci aspetta un’avventura nuova, un campionato durissimo dove tutti dovremo metterci alla prova, a partire dal sottoscritto».

 

Curioso l’intreccio del destino: la scorsa stagione si era aperta contro il Pineto di Ivan Tisci e oggi lo stesso allenatore siede sulla panchina del Potenza: «Spesso il calcio regala questi intrecci. Conosco bene Ivan, è un mio concittadino acquisito e lo rispetto molto come allenatore. Assolutamente è un banco di prova da non sottovalutare: propone un bel calcio, le sue squadre sono sempre propositive e mettono in difficoltà chiunque. In questo caso la categoria non c’entra, anche perché due mesi fa eravamo nella stessa serie. Massimo rispetto e massima umiltà: per me siamo di pari forza e dovremo fare una partita molto attenta e intensa».

 

Damiani, fresco di rinnovo, torna a disposizione (foto Pierluigi Giorgi)

Buone notizie sul fronte fisico: tutta la rosa è disponibile, Damiani compreso. Tomei valuterà poi chi ha meno minutaggio nelle gambe. Capitolo a parte per Gabriele Gori, che ha vissuto un ritiro un po’ travagliato: «Ora si è messo a posto e si allena con grande entusiasmo. Cercheremo di fargli fare minutaggio perché ne ha bisogno; mi auguro che da qui in avanti sia sereno perché tra due settimane inizia il campionato e serve mettere benzina nelle gambe».

 

Un pensiero speciale è andato a Manuel Alagna: «È stato un dispiacere enorme per tutti. Lui rappresenta questo gruppo a 360 gradi: è un giocatore che ha avuto difficoltà negli anni passati ma che con la serietà, il lavoro e la voglia di migliorarsi è diventato fondamentale. Sotto l’aspetto tecnico perdiamo tanto. Avendo subito infortuni simili in carriera so cosa si prova, ma lui è un esempio per tutti perché ha lavorato sempre in silenzio guadagnandosi la categoria. Faremo di tutto per fargli trovare una squadra in salute al suo ritorno; sono sicuro che tornerà più forte di prima».

 

Manuel Alagna in azione durante l’amichevole di Rieti contro il Frosinone (foto Pietro Festuccia)

Sul fronte del mercato in difesa, con la necessità di trovare almeno un terzino destro e un centrale dopo il ko di Alagna, il tecnico invita alla pazienza: «Sappiamo di avere dei deficit nel reparto arretrato e stiamo valutando diversi profili. Il mercato è lungo e bisogna avere la lucidità e la pazienza di non prendere “per prendere”, ma di scegliere giocatori che ci possano dare una mano realmente, anche a rischio di iniziare il campionato con qualche tassello mancante». Su Oliveri come possibile adattato sulla fascia destra: «Lo stiamo portando a regime, sta lavorando bene. Valuteremo se potrà partire dall’inizio o se dovremo optare per altre soluzioni».

 

Buone impressioni dal neo arrivato Bolsius: «È un ragazzo tecnico e con fisicità che conosco da tempo. Può darci una mano sia tra le linee che come esterno aperto, si sposa bene con il nostro modo di giocare. Ha avuto una bellissima impressione, è un professionista serio. Ovviamente deve avere il tempo per integrarsi nei meccanismi essendo arrivato da soli due giorni».

 

Chiusura affidata a un messaggio chiaro, quasi un avvertimento, rivolto all’ambiente: «Ringrazio la città e i tifosi per gli onori ricevuti, ma mi piace mandare un messaggio importante: quella cosa è passata. Ci aspetta un campionato durissimo. Salvarsi è il nostro primo obiettivo, per noi varrebbe come vincere il campionato. Dobbiamo ricordarci da dove siamo partiti: siamo una piccola squadra di grandi uomini che si affaccia in una nuova categoria. Dobbiamo avere tutti l’elmetto perché ogni partita sarà una battaglia. L’entusiasmo è positivo, ma vendere fumo o dare false speranze è un errore gravissimo. Ho detto ai ragazzi di cancellare l’euforia e i complimenti perché ci aspetta un percorso duro. Quando sai cosa ti aspetta, ti prepari meglio».

 

Domani sera il Del Duca vivrà anche un momento di grande emozione: il club ha annunciato il ritorno di Borislav Cvetković, per tutti “Boro”, uno dei volti più amati della storia bianconera. «Arrivato all’Ascoli, voluto dal presidente Costantino Rozzi, con Ilario Castagner in panchina, il talento croato – ha ricordato l’Ascoli Calcio – sbarcò nelle Marche dopo essersi affermato con la Dinamo Zagabria e aver brillato con la Stella Rossa di Belgrado, di cui fu capocannoniere della Coppa dei Campioni nella stagione sportiva 1986/87. Con la maglia bianconera visse tre anni intensi, due nella massima serie e uno in Serie B. Quando arrivò all’Ascoli aveva disputato con la nazionale jugoslava gli Europei di Francia del 1984, dopo aver già indossato la maglia dell’Under 21 e aver conquistato la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Los Angeles nello stesso anno. Il legame con Ascoli non si è mai spezzato, per questo il suo ritorno, dopo 35 anni, rappresenta l’abbraccio ideale tra una città e un calciatore che ha scritto una delle pagine della storia bianconera».

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