Tessitore con alcuni colleghi carabinieri durante la festa di commiato

 

Un abbraccio collettivo per salutare un ufficiale che, in cinque anni, è riuscito a lasciare un segno profondo non soltanto nell’Arma, ma nell’intero territorio. È stato un vero e proprio bagno di folla quello che ha accompagnato il congedo del maggiore Francesco Tessitore, prossimo a lasciare il comando della compagnia dei carabinieri di San Benedetto per trasferirsi a Palermo, dove lo attende un nuovo e importante incarico.

 

La festa è stata organizzata nel pomeriggio di lunedì 7 settembre allo chalet Lido del Carabiniere, dove si sono ritrovati tanti di coloro che hanno condiviso con Tessitore il percorso professionale e umano di questi cinque anni. Una partecipazione ampia e trasversale, quasi a voler testimoniare quanto il rapporto costruito dall’ufficiale con la città e con il territorio sia andato ben oltre i confini della caserma.

 

Ovviamente folta la rappresentanza dell’Arma, con donne e uomini in servizio e numerosi carabinieri in congedo. Tra questi anche il generale Luciano Ricciardi, che in passato aveva guidato la caserma sambenedettese. Presenti anche i rappresentanti delle altre forze dell’ordine, insieme a esponenti delle associazioni di pubblica assistenza, della società civile ed anche dello sport, con il presidente della Sambenedettese Calcio Vittorio Massi.

 

Tessitore con alcuni sindaci del territorio: Lucciarini (Ripatransone), Loggi (Monteprandone), Mozzoni (San Benedetto), Rocchi (Grottammare) e Narcisi di Monsampolo

Non sono mancati i sindaci del territorio: Sergio Loggi di Monteprandone, Nicola Mozzoni di San Benedetto, Alessandro Rocchi di Grottammare, Alessandro Lucciarini di Ripatransone e Massimo Narcisi di Monsampolo. Di rilievo la presenza del vescovo Gianpiero Palmieri, accompagnato dal cappellano della Capitaneria di porto: don Nicola Spinozzi.

 

Un saluto sentito, dunque, che ha restituito la misura del rapporto instaurato dal maggiore Tessitore con la comunità sambenedettese e con il Piceno. Un legame che l’ufficiale non ha nascosto di considerare particolarmente importante nel momento di lasciare la Riviera: «Cinque anni intensi – ha detto – emozioni veramente entusiasmanti. Sono stati anni che mi hanno fatto crescere, anni che mi hanno portato soddisfazioni. Personale veramente di prim’ordine mi ha consentito anzi, ci ha consentito, a tutti, di raggiungere dei traguardi veramente notevoli. E lascio un pezzo del mio cuore qui a San Benedetto. Quindi il mio comando adesso a Palermo mi porta a un incarico tutt’altro che tra la gente, un pochettino più proiettato verso l’investigazione. E questo comunque, diciamo così, mi dà un piccolo velo di tristezza perché io sono un carabiniere tradizionale, in mezzo alla gente, per la gente. Però l’incarico a Palermo è sfidante e quindi ho accettato la sfida».

 

Parole che racchiudono il senso di un’esperienza professionale intensa e anche il dispiacere per il distacco da una città con la quale si è creato un rapporto speciale. Nel capoluogo sicialiano, Tessitore sarà chiamato a confrontarsi con un incarico diverso, maggiormente orientato sul versante investigativo. Una nuova sfida che arriva dopo un lustro vissuto a stretto contatto con cittadini, istituzioni e realtà del territorio.

 

Presente anche una delegazione della Protezione civile – Federazione italiana salvamento acquatico

E proprio sul rapporto costruito con il maggiore si è soffermato il primo cittadino sambenedettese Mozzoni, sottolineando il peso della sua partenza per San Benedetto e per tutto il comprensorio: «Quella di Tessitore è una perdita non solo per San Benedetto, direi per tutto il territorio, perché è una persona, oltre che un professionista, di livello incredibile. Io mi son trovato subito benissimo con lui, abbiamo fatto diverse azioni insieme e sono andate tutte per il meglio grazie anche a lui. Sicuramente perdiamo tanto».

 

«Io non so chiaramente chi verrà – ha proseguito Mozzoni – quindi non voglio sminuire chi verrà, però so quello che perdiamo. È chiaro che andrà per altri lidi e sicuramente meritati, quindi è giusto che poi questo avvenga. Per noi chiaramente ci sarà sempre una vicinanza, la nostra città è sempre aperta per lui, saremo sempre accoglienti perché è veramente una persona, oltre che un professionista, perché veramente ha lasciato un buonissimo ricordo e le persone che sono qui oggi lo dimostrano».

 

E forse è proprio la presenza così numerosa alla festa del Lido del Carabiniere a rappresentare la sintesi più efficace di questi cinque anni. Un ufficiale che ora cambia sede e incarico, ma che lascia a San Benedetto una rete di rapporti e un ricordo che, a giudicare dalla partecipazione al suo saluto, va ben oltre il semplice ruolo istituzionale.

Il saluto della comandante il seconda della Capitaneria di porto sambenedettese: Ylenia Ritucci. Dietro di lei, il tenente di vascello Michele Bafunno

Tanta partecipazione per salutare il maggiore Tessitore

Un momento del pomeriggio conviviale al Lido del Carabiniere

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