La partita del riordino delle concessioni demaniali marittime entra nel vivo in Riviera, portando con sé non soltanto le dinamiche legate ai futuri bandi di gara, ma anche il tema nodale della salvaguardia occupazionale. Su questo fronte, le sigle di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Marchehanno formalmente richiesto un incontro urgente all’Amministrazione comunale di San Benedetto del Tronto per affrontare la questione prima della stesura definitiva dei bandi. Una sollecitazione che, tuttavia, al momento non ha ancora ricevuto riscontro dal Municipio.

 

L’iniziativa sindacale giunge mentre il Comune ha avviato un tavolo tecnico interno e sta monitorando l’evoluzione del bando-tipo per le procedure di riassegnazione dei beni demaniali, così come emerso nel corso delle ultime sedute del Consiglio comunale. Proprio per questo, le rappresentanze dei lavoratori ritengono imprescindibile allargare la discussione alle parti sociali.

 

Spiaggia sambenedettese

Secondo i sindacati, la riassegnazione delle spiagge non può limitarsi a un mero adempimento tecnico-amministrativo. Dietro ogni stabilimento balneare e attività di ristorazione sul litorale operano lavoratori e lavoratrici che da anni garantiscono la qualità dei servizi turistico-ricettivi e che oggi vivono in una condizione di profonda incertezza sul proprio futuro professionale.

 

Tra le richieste programmatiche presentate figurano l’inserimento nei bandi di clausole sociali per garantire la continuità occupazionale del personale uscente, l’obbligo di applicazione dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro di settore maggiormente rappresentativi e un rafforzamento dei controlli in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il timore espresso dalle organizzazioni di categoria è che, senza paletti precisi, la competizione tra gli operatori possa scivolare verso una corsa al ribasso basata sul taglio dei costi, con conseguente penalizzazione di diritti e salari.

 

I rappresentanti delle tre sigle sindacali hanno rimarcato la priorità della questione sociale nell’iter di riassegnazione dei beni pubblici:

 

«La partita delle concessioni demaniali non è soltanto una pratica burocratica o urbanistica, ma riguarda direttamente la vita di centinaia di famiglie» dichiara Alessia Rossi, segretaria generale della Filcams Cgil Ascoli Piceno. «Chiediamo al Comune un confronto immediato per introdurre nei bandi clausole sociali chiare che garantiscano la continuità occupazionale e la piena applicazione dei contratti collettivi di settore».

 

Sulla stessa linea Caterina Spalazzi della Fisascat Cisl Marche: «Instaurare un tavolo preventivo con le parti sociali rappresenta un valore aggiunto per l’intera comunità. Non possiamo permettere che la riassegnazione delle spiagge si trasformi in una gara al ribasso sulla pelle dei lavoratori; occorre invece rafforzare le tutele e i controlli sulla sicurezza».

 

Infine, Roberto Celi della Uiltucs Marche sottolinea la necessità di dare certezze al comparto: «Se l’obiettivo comune è accompagnare il settore turistico verso una nuova fase di sviluppo, le garanzie devono riguardare anche chi negli stabilimenti lavora quotidianamente. La riassegnazione delle concessioni deve diventare un’opportunità per qualificare il lavoro e contrastare la precarietà, non per alimentarla».

Bolkestein, il Comune prepara le gare: «Possibili nuove spiagge libere»

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA