Quella contro l’Avellino era la partita contro il lupo dell’Irpinia. Il lupo: un animale feroce, cattivo, aggressivo e pronto a sbranare qualsiasi avversario. Ma quello visto al Del Duca sabato 19 settembre non era certo un lupo mannaro e neanche un lupo cecoslovacco. Probabilmente possiamo dire di aver visto un… Lupo Alberto.

L’Ascoli ha subito domato l’avversario con il suo gioco e le sue trame. Il lupo ha ringhiato, ha mostrato i denti: ne sanno qualcosa le caviglie di D’Uffizi. Avellino subito chiuso dietro e pronto a ripartire approfittando di qualche “sbavatura” bianconera. Mister Tomei se n’è accorto ed è arrivato fino a centrocampo a richiamare i suoi.

In Serie B il minimo errore si paga e si prende gol. Ma il bello dell’Ascoli è che la squadra, anche se in svantaggio, non si scompone e riprende a giocare come sa… con la massima calma.

Il secondo tempo si è giocato a una porta. L’obiettivo è stanare il lupo dalla tana. Batti e ribatti arriva il primo gol bianconero sotto la nuova Curva Sud. È un’autorete, ma è pur sempre a vantaggio dell’Ascoli.

I bianconeri giocano un calcio di un’altra categoria. Qualcuno direbbe “così si gioca in paradiso”. Grazie all’anguilla bianconera, ovvero Silipo, fa esplodere per altre due volte il boato bianconero.

Una vittoria netta, ampiamente meritata, dove ci ha messo del suo mister Tomei che indovina, o meglio direi, effettua i cambi giusti e gli spostamenti in campo dei suoi. D’Uffizi, fino a quel momento tenuto a bada, diventa cavallo pazzo. Curado, dietro, è un vero e proprio muro. Milanese potrebbe giocare anche in porta e fare la sua bella figura.

Insomma, i lupi si dileguano e svaniscono nel nulla. Ora la sosta, ci si riposa per poi farci una bella scorpacciata di… mele. Già, perché l’Alto Adige, il Sudtirol, ci aspettano a Bolzano il prossimo 10 ottobre alle ore 15. Ma noi porteremo sempre le nostre olive all’ascolana.

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