
Un Consiglio comunale nella Sala della Ragione
Sottoporre sindaco, assessori e consiglieri comunali a esami periodici per verificare l’eventuale assunzione di alcol e sostanze stupefacenti. È l’obiettivo della mozione presentata dai consiglieri comunali di Lega Salvini Ascoli, Patrizia Petracci ed Enrico Angelini Marinucci, che sarà portata all’attenzione del Consiglio comunale di Ascoli nella seduta in programma mercoledì 21 ottobre alle 15.
L’iniziativa si inserisce nel solco della proposta presentata il 31 luglio in Consiglio regionale delle Marche, dai consiglieri della Lega poi condivisa dalla maggioranza, per introdurre esami periodici di alcoltest e test antidroga per il presidente della Regione, gli assessori e i consiglieri regionali.

Patrizia Petracci
A spiegare le ragioni della mozione ascolana è Patrizia Petracci, capogruppo della Lega, che sottolinea la volontà di dare continuità a livello locale al percorso avviato in ambito regionale.
«Vogliamo dare continuità a livello locale, nello spirito della trasparenza e del rispetto per i cittadini, principi che devono accompagnare, anzi guidare, il nostro mandato», afferma Petracci.
«Ai cittadini che ci hanno votato, ma anche a quelli che hanno preferito dare consensi ad altri, e che tutti i giorni guardiamo negli occhi, dobbiamo garantire lucidità nel discutere o prendere decisioni per la città e i cittadini. Anche in linea con tutto quello che l’amministrazione sta portando avanti nel segno della sicurezza, del senso civico e del rispetto.
L’auspicio – sottolinea – è che la mozione trovi ampio consenso tra i colleghi amministratori e che lo stesso si tramuti poi nella disponibilità a sottoporsi ai test».
Petracci precisa che gli esami saranno su base volontaria (diversamente non potrebbe essere poiché gli amministratori pubblici non rientrano tra le categorie per le quali i test sono obbligatori) e che le spese non dovranno ricadere sulle casse comunali: «Chiederemo al sindaco di stipulare, se possibile, un accordo con un laboratorio di analisi per venirci incontro nelle spese che, ripeto, sono a carico di chi fa il test».
«Il non sottoporsi al test – aggiunge la consigliera – non vogliamo che rappresenti un elemento discriminatorio».
Le modalità operative e gli aspetti tecnici dovranno essere definiti in una fase successiva, sulla base della legislazione vigente. «L’operatività sarà definita in un secondo tempo, quando sarà il momento e in base alla normativa vigente. Il nostro obiettivo è ottenere il sostegno dell’aula alla proposta, con l’auspicio che alla mozione segua una partecipazione ampia e volontaria da parte degli amministratori comunali».














