I funerali di Gianfranco Salvi e della moglie Liliana, scomparsi oggi a poche ore di distanza uno dall’altra, si terranno domenica 18 ottobre alle 15 nel Duomo di Ascoli. Nel frattempo arrivano le reazioni del mondo imprenditoriale, sanitario e politico per il doppio lutto che ha coinvolto il dottore e manager, figura storica per tutto il territorio, e la sua amata consorte.

Salvi (secondo da sinistra) durante un evento ad Ascoli

 

«Salvi era persona di notevole cultura umanistica e di squisita umanità, ha dato prima grande prova di capacità manageriali guidando per anni lo stabilimento Carlo Erba di Ascoli Piceno, oggi Pfizer, e poi ha dedicato le sue competenze prima alla sanità pubblica come direttore dell’Azienda Sanitaria di San Benedetto e poi in diverse strutture sanitarie private cittadine – afferma il sindaco di San Benedetto Nicola Mozzoni -. Ha sempre difeso la sanità pubblica per la quale ha profuso energie mettendo a disposizione tutte le sue grandi competenze e so che tanti operatori sanitari del territorio conservano di lui, a distanza di anni, uno splendido ricordo. Alla famiglia vanno le condoglianze più sentite della città».

 

«La figura di Salvi è stata cruciale nella vita e nello sviluppo della comunità industriale del Piceno. Ne ricordano il grande impegno, la professionalità e la dedizione gli organi di Confindustria Ascoli Piceno, al tempo Assindustria, in cui ricoprì il ruolo di vicepresidente e di fondatore, insieme all’allora presidente Luigi Fanini, della Confindustria Servizi Srl nel lontano novembre 1985», aggiunge la presidente di Confindustria Roberta Faraotti.

 

«È stato uno dei padri dell’aziendalizzazione in Sanità che, dopo la sua brillante carriera nell’industria, lo vide come protagonista assoluto – dice il consigliere regionale Michele Caporossi -. Fu direttore generale della Asl 12 di San Benedetto del Tronto e poi a lungo dell’Asl di Grosseto e manager di tante altre esperienze pubbliche e private. L’innovazione era la sua parola chiave. Investì per primo in Italia sulla robotica chirurgica, creando la scuola che da Grosseto si diffuse in tutto il mondo, come testimoniato al Congresso Mondiale di Chirurgia Robotica dal suo presidente Giulianotti. Gianfranco intuiva e progettava. Motivava le sue squadre con una competenza ineguagliabile accompagnata da una grande umanità e capacità di ascolto. Da qualche anno ci siamo ritrovati insieme alla corte di “Onehealt”, una sola salute, il paradigma assoluto della prevenzione all’insegna del rispetto dell’ambiente, della biodiversità, della interdisciplinarietà. Trovò un supporto eccezionale nella diffusione del paradigma “Onehealth” in Agnese Valentini. Il loro libro è il miglior testamento che Gianfranco poteva lasciare a tutti noi. Ciao Gianfranco, grazie di tutto».

 

«Un uomo straordinario – lo definisce il direttore generale dell’Ast Antonello Maraldo -. Nel corso del mese di agosto abbiamo presentato con la nostra organizzazione “Altro Orizzonte” un suo libro. È stato un manager di alto livello ed, al contempo, un uomo arguto e colto. È stato mio direttore generale alla Usl 22 di San Benedetto del Tronto. Ha dato una forte impronta di sé alla sanità pubblica ovunque abbia lavorato. Buon viaggio Gianfranco»

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