
L’aula di Palazzo San Filippo, sede della Provincia di Ascoli
La Provincia di Ascoli Piceno si prepara a tornare alle urne. Dopo l’elezione del presidente Fabio Salvi, avvenuta lo scorso marzo, Palazzo San Filippo si appresta a rinnovare il Consiglio provinciale, con la scelta dei dieci consiglieri che affiancheranno il presidente nell’attività amministrativa dell’ente. La data individuata per la consultazione è domenica 13 dicembre, anche se manca ancora la conferma formale. Il seggio dovrebbe essere allestito a Palazzo San Filippo, con apertura dalle ore 8 alle 20.
La tornata elettorale si svolgerà in una fase di cambiamento normativo per le Province. Il decreto legge 144/2026, convertito nella legge 174/2026, ha infatti introdotto disposizioni per riallineare la durata dei mandati degli organi provinciali, prevedendo in via generale il prolungamento a quattro anni della permanenza in carica dei Consigli. Per Ascoli Piceno, tuttavia, è prevista un’eccezione: la norma non si applica ai rinnovi da effettuare entro il 31 dicembre 2026 nelle Province il cui presidente è stato eletto nello stesso anno prima dell’entrata in vigore del decreto.
È il caso del Piceno, dove il nuovo Consiglio resterà quindi in carica fino alla scadenza del mandato di Salvi, prevista nel 2030. L’obiettivo della modifica normativa è armonizzare le scadenze degli organi provinciali, garantendo maggiore continuità amministrativa.
Chi vota e chi può essere eletto
Come previsto dalla legge Delrio, la consultazione sarà di secondo grado: non saranno i cittadini a esprimersi direttamente, ma esclusivamente i sindaci e i consiglieri comunali in carica nei 33 Comuni della provincia. Il corpo elettorale sarà composto da circa 400-430 amministratori locali.
Anche le candidature sono riservate agli amministratori in carica: potranno quindi concorrere per un posto in Consiglio provinciale soltanto sindaci e consiglieri comunali del territorio.
Tra gli aspetti da tenere presenti c’è anche la posizione di San Benedetto del Tronto. La città rivierasca non aveva partecipato all’elezione del presidente dello scorso marzo perché il Comune si trovava in una fase di commissariamento, dopo lo scioglimento del Consiglio comunale. Per il rinnovo di dicembre, invece, potranno votare gli amministratori comunali in carica, al pari di quelli degli altri Comuni del Piceno.
Il peso dei Comuni e il voto ponderato
Il sistema elettorale provinciale prevede che ogni voto abbia un peso differente in base alla popolazione del Comune rappresentato. Gli amministratori saranno suddivisi in cinque fasce demografiche, contraddistinte da schede di colore diverso e da specifici indici di ponderazione.
La fascia A, con scheda azzurra e indice 29, comprende i Comuni fino a 3.000 abitanti: Acquasanta Terme, Appignano del Tronto, Arquata del Tronto, Carassai, Castignano, Castorano, Cossignano, Force, Massignano, Montalto delle Marche, Montedinove, Montefiore dell’Aso, Montemonaco, Offida, Palmiano, Ripatransone, Roccafluvione, Rotella e Venarotta.
La fascia B, con scheda arancione e indice 63, riguarda i Comuni da 3.001 a 5.000 abitanti: Castel di Lama, Colli del Tronto, Comunanza, Cupra Marittima, Folignano, Monsampolo del Tronto e Spinetoli.
La fascia C, con scheda grigia e indice 106, comprende i Comuni da 5.001 a 10.000 abitanti. In questa fascia rientra Monteprandone.
La fascia D, con scheda rossa e indice 198, riguarda i Comuni da 10.001 a 30.000 abitanti, nel caso del Piceno rappresentati da Grottammare.
Infine, la fascia E, con scheda verde e indice 447, comprende i Comuni da 30.001 a 100.000 abitanti: Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto.
Il meccanismo è pensato per tenere conto del peso demografico dei territori, mantenendo al contempo una rappresentanza anche per i centri più piccoli. In concreto, il voto di un consigliere comunale di Arquata del Tronto o Venarotta vale 29 punti ponderati, mentre quello espresso da un amministratore di Ascoli Piceno o San Benedetto del Tronto ne vale 447.
Al termine dello scrutinio, i voti ponderati ottenuti dalle liste e dai candidati concorreranno alla determinazione delle rispettive cifre elettorali. I dieci seggi saranno quindi ripartiti con il metodo proporzionale dei divisori.
Liste, si entra nella fase delle trattative
In attesa della convocazione ufficiale dei comizi elettorali, si apre la fase che porterà alla definizione delle candidature e degli schieramenti. Sul piano politico, resta da capire se si arriverà a una lista condivisa tra le diverse forze o se si confronteranno liste contrapposte.
Quanto ai termini per la presentazione delle liste, la scadenza ufficiale dovrà essere confermata con gli atti elettorali della Provincia. In base alla procedura prevista dal manuale operativo provinciale, le candidature e le liste vengono presentate dalle ore 8 alle 20 del ventunesimo giorno antecedente il voto e dalle ore 8 alle 12 del ventesimo giorno. Se sarà confermata la data del 13 dicembre, le finestre temporali corrisponderebbero a domenica 22 novembre e lunedì 23 novembre, con chiusura alle ore 12 del secondo giorno.














