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Chi si ricandida tra gli assessori?
Tutti zitti e… spallucce
Candidato sindaco scelto a Roma

ASCOLI - Nessuno si chiama fuori. Tutti in pista in attesa che la matassa dell’alleanza e del candidato sindaco si allenti. La scelta del candidato è correlata a quella del futuro di Castelli: Europee 2019 o Regione Marche 2020?
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Spumante e panettone al termine della conferenza stampa a Palazzo Arengo

di Franco De Marco

Quanti degli assessori dell’attuale giunta comunale di Ascoli sono disponibili a candidarsi come consiglieri, o come aspiranti sindaci, nelle elezioni comunali di maggio 2019? La domanda di “Cronache Picene” alla sfilata della giunta, durante il faccia a faccia in occasione della conferenza stampa di fine anno, non ha avuto alcuna risposta. Tutti zitti e tutti a tergiversare: «Domanda fuori posto». Dunque nessuno (in ordine di sedia, da sinistra a destra) tra Piersandra Dragoni, Daniele Gibellieri, Donatella Ferretti, Luigi Lattanzi, Massimiliano Brugni e Gianni Silvestri si dichiara fuori gioco. Tutti in pista. Niente di nuovo. Si sapeva. Tutti in attesa che la matassa dell’alleanza e del candidato sindaco si allenti almeno un poco e il quadro prenda forma.

Il sindaco Castelli con Franco De Marco di “Cronache Picene”

Come sempre è stato il sindaco in carica, e non ricandidabile dopo due mandati, Guido Castelli il più pronto. Ha risposto lui per tutti così come lui solo ha parlato di bilanci passati presenti e futuri dell’Amministrazione. «Mi auguro – ha detto – che tutti  partecipino alla competizione elettorale. Come mi auguro che la coalizione si possa rafforzare e allargare». Quasi, la posizione del sindaco, a chiamarsi fuori dall’indicare un successore. Quasi a lasciar fare che gli eventi maturino. Perché è evidente, anche se non scontato, che, sempre dando per sicuro che la coalizione Lega-Forza Italia-Fratelli d’Italia e civiche varie sia confermata, la scelta del candidato sindaco è correlata a quella del futuro politico di Guido Castelli come candidato presidente alla Regione Marche nel 2020 o anche alle Europee del 2019.

Il grande interrogativo è: riusciranno le varie componenti della maggioranza di centrodestra, oggi molto frammentate e tutte con velleità, a compattarsi intorno ad un nome? Si riuscirà a realizzare un grande patto elettorale senza lasciare “feriti”? Staremo a vedere. Il nodo sarà sciolto, come sempre, a Roma. Toccherà al tavolo nazionale del centrodestra classico, come avvenuto per la Regione Abruzzo, a scegliere il candidato sindaco di Ascoli e il candidato presidente della Regione Marche. Tutti in attesa. Tra sorrisetti, velenucci e manovre. Intanto, molti hanno regolarizzato la loro iscrizione a Forza Italia in vista dello sprint finale.

 


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