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Caso Picchio gas, la verità di Tega:
«Niente di immorale e illegale
Contrario a cedere la Piceno Gas»

ASCOLI - L'ex delegato ai lavori pubblici rompe il silenzio: «Mandato amministrativo da finire per il bene della città, poi si vedrà. Resto in politica. Le società comunali che ho creato hanno portato fondi per 90 milioni e patrimonio per altri 70»
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di Renato Pierantozzi

Picchio Gas, l’ex assessore Valentino Tega rompe il silenzio e spiega la sua posizione in un conferenza stampa. Non “rompe” con la maggioranza di centro destra anche se “rinvia” la resa dei conti alla fine della legislatura quando il suo “peso politico” tornerà ad essere molto importante nel panorama politico cittadino. «Faccio politica da quando ho 14 anni e ci ho rimesso tanti tanti soldini -ha detto Tega alla fine della conferenza- Il mio impegno resterà forte. Credo nella mia città e sono sempre a disposizione con amici e cittadini». Parole che non escludono nulla, nemmeno una discesa in campo da sindaco. Ma andiamo con ordine partendo dall’inizio della conferenza stampa.

Valentino Tega

Dalle prima parole di Tega arriva subito una “chicca”: «Non sono mai stato d’accordo con la cessione della Piceno Gas per esigenze di bilancio che ho accettato “ob torto collo” stando in maggioranza -esordisce l’assessore- I cittadini si sono sentiti orfani di una società che rateizzava ai pensionati che non potevano pagare la bolletta. Per questo abbiamo creato la Picchio Gas mettendoci la faccia senza ricorrere a prestanomi. Creando le società comunali dal 2003 ho dato ricchezza al comune, tra patrimonio venduto e ancora presente per una cifra pari rispettivamente a 90 e 70 milioni sotto forma di utili che hanno permesso di mantenere il sociale e i lavori pubblici in tutti questi anni. Ora è necessario portare a termine i lavori di questa amministrazione perchè la città ha bisogno di un governo per la crisi che c’è e per uscire dal terremoto. Ci sono progetti importanti come il ponte e lo stadio che il sindaco ha seguito sin dall’inizio. Resto in politica, la mia presenza sarà forte». Sui motivi che hanno portato alla revoca del mandato, Tega la pensa così: «Non mi sembrava giusto dimettermi -continua l’ex assessore- anche per le persone vicine a me. Andarmene significava sentirsi in colpa. Non avevo informato il sindaco della costituzione della società; non so se lo sapesse. Dopo la richiesta di lasciare le quote della società si vede che questo a qualcuno non è bastato. Si è scatenato un polverone tale che forse ha costretto il sindaco a prendere questa decisione. Il sindaco ha seguito Celani? (il riferimento è al post fb del 25 aprile, ndr).

Guido Castelli e Valentino Tega

Castelli non lo ha mai seguito Piero -risponde Tega- Dietrologie e comportamenti su questa vicenda li valuteremo al rinnovo dell’amministrazione». Che fine farà la Picchio Gas? «Deciderà l’assemblea -risponde- Ho lasciato la carica sociale, ma ancora non avevo fatto in tempo a lasciare le quote visto che ci sono tempi tecnici da rispettare».

(servizio aggiornato alle 15,54)

 

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