
Da sinistra: Stefania Cespi, Nicola Kardos, Alvaro Cesaroni, il gonfalone della Provincia di Ascoli, Alberto Antognozzi, Pietro Perini, Giovanni Croce
di Maria Nerina Galiè
Il 2 e 3 maggio ed il 14 giugno 1944, a Comunanza contro il muro del cimitero, vennero fucilati 11 ragazzi, di cui 6 britannici, 2 americani e 3 italiani del battaglione “Mario Batà”, fuggiti dal campo di prigionia di Servigliano. Per non dimenticare, dal 2016 su quel muro è affissa una targa a cui ieri, 13 maggio, come ogni anno da allora, hanno reso omaggio l’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia), con il presidente provinciale Pietro Perini e della sezione locale “Mario Batà” Stefania Cespi, il sindaco di Comunanza Alvaro Cesaroni, il consigliere provinciale Alberto Antognozzi, il parroco di Comunanza don Dino Straccia, il comandante della locale stazione dei Carabinieri Giovanni Croce e le associazioni di ex combattenti tra cui gli Alpini. La Banda di Comunanza ha accompagnato la manifestazione. C’era anche Nicola Kardos, amandolese e figlio di un partigiano slavo, autore della ricostruzione documentata dei tragici eventi della primavera del ’44, fino a tre anni fa soltanto impressi nei ricordi dei comunanzesi.

La targa e la bandiera dell’Anpi
«L’evento di oggi – ha precisato Alberto Antognozzi, in rappresentanza dell’Amministrazione provinciale – è annoverata tra i cinque appuntamenti annuali che la Provincia, medagli d’oro al valor militare per la Resistenza, ha fissato per la commemorazione dell’eccidio nazi-fascista, insieme a quelli di San Marco, Montemonaco, Acquasanta Terme e Rotella». La celebrazione è iniziata nella chiesa di Santa Caterina, dove Stefania Cespi ha letto la “Preghiera del Ribelle” di Teresio Olivelli e le autorità presenti hanno anticipato quanto confermato poi davanti alla targa sulla quale è stata deposta una corona ed impartita la benedizione del parroco. «Oggi è la festa della Mamma – ha ricordato don Dino Straccia – e voglio unire nella preghiera le mamme del nostro tempo con quelle dei ragazzi uccisi più di settant’anni fa».
«Le mamme e tutte le donne – ha detto Pietro Perini – sono speciali perché nascono con una cosa in più: l’amore. E per questo hanno avuto un ruolo fondamentale durante la resistenza, nascondendo, sfamando e prendendosi cura di soldati e partigiani, nella convinzione che altrove qualcuno stava facendo altrettanto con i loro figli. Le mamme hanno lasciato andare quei ragazzi che volontariamente sono venuti nel nostro Paese per liberarci dalla dittatura e dall’oppressione, spesso a costo della vita. Nel loro ricordo dobbiamo rianimare i concetti basilari per vivere liberi ed in pace. Il rispetto prima di tutto, per la famiglia, le istituzioni, la scuola ed il prossimo in ogni ambiente di vita sociale. Questo si traduce in tre semplici parole che le nuove generazioni devono tornare ad utilizzare: grazie, scusa e per favore». L’Europa “libera ed in pace da 70 anni, grazie al sacrificio dei partigiani” è stata al centro del discorso del sindaco Cesaroni. «Nel 1944 discutibili ideologie e scelerate scelte politiche, che non vogliamo più riconoscere, hanno provocato distruzione e lutti senza pari. Ricordiamolo – ha detto il primo cittadino di Comunanza – per non ricadere nello stesso errore oggi più che mai, poiché stanno riaffiorando episodi che rischiano di minare l’unità d’Europa. Non permettiamo che ci mettano gli uni contro gli altri, l’Italia contro altre nazioni, o bianchi contro neri. La storia deve insegnarci che siamo tutti cittadini del Mondo, non a rivendicare la sovranità nazionale». Sabato prossimo 19 maggio anche una delegazione della Gran Bretagna si recherà al cimitero di Comunanza per rendere omaggio ai caduti, dopo aver visitato il campo di prigionia di Servigliano.














