
Il primo a transitare ad Ascoli è stato il tedesco Tony Martin: eccolo in via Napoli (Foto Andrea Vagnoni)
di Bruno Ferretti
Una spettacolo di colori, di folla, di agonismo. Uno spettacolo che solo il Giro d’Italia sa offrire agli appassionati di ciclismo, e non solo a loro. Ascoli oggi è stata festosamente attraversata dalla carovana nel corso della decima tappa, la Penne-Gualdo Tadino di 244 chilometri.

Il gruppo in via Napoli: al centro la maglia rosa Yates (Foto Mark)
La più lunga e tra le più impegnative di questo 101° Giro d’Italia. Rispettati i tempi previsti dalla tabella di marcia: i corridori sono arrivati ad Ascoli alle ore 13,42 provenienti dal Teramano percorrendo la Piceno Aprutina. Poi hanno attraversato tutta via Napoli fra due ali di folla, quindi via Adriatico fino alla rotatoria di Porta Cartara da dove sono saliti sulla superstrada Ascoli mare diretti a Roccafluvione, quindi Comunanza, Amandola, Sarnano e via così verso l’Umbria.

I corridori transitano a Comunanza (Photo Neriga)
Ad Ascoli è passato per primo, in fuga solitaria, il tedesco Tony Martin (33 anni) con un vantaggio di un minuto e 16 secondi sul gruppo. Martin è uno specialista della cronometro tanto che ha conquistato per ben 4 volte il titolo mondiale della corsa contro il tempo. All’inseguimento di Martin un gruppo di circa sessanta corridori fra i quali la maglia rosa Simon Yates, poi con qualche minuto di ritardo è transitato un altro gruppo di 30-40 corridori. Quindi, a chiudere, gli ultimi con un ritardo piuttosto consistente. La fuga di Tony Martin è stata di breve durata perché lo hanno ripreso dopo pochi chilometri.

L’attesa del passaggio a Comunanza (Photo Neriga)
A parte i corridori, cioè i veri protagonisti delle corse, spettacolare anche il passaggio delle cosiddette “ammiraglie” ovvero le auto al seguito che garantiscono assistenza ai corridori di tutte le squadre in gara, delle moto della Polizia capaci di autentiche acrobazie per non infastidite gli atleti in corsa. A Gualdo Tadino si è imposto lo sloveno Matey Mohoric davanti a Nico Denz e Sam Bennett. In classifica generale maglia rosa sempre al britannico Yates, secondo Dumoulin a 41″, terzo Pinot a 46″.
In mattinata, come annunciato, la corsa è stata preceduta dall’arrivo in Piazza Arringo dei veicoli pubblicitari degli sponsor al seguito del Giro. Hanno distribuito, soprattutto ai bambini, una serie di gadget rosa (cappellini, borse, zaini, caramelle, portachiavi) fino ad esaurimento scorte. Ad accoglierli anche il sindaco Guido Castelli e l’assessore allo sport Massimiliano Brugni che hanno salutato e ringraziato gli organizzatori per aver portato anche ad Ascoli una delle corse più belle del mondo. La speranza è che il capoluogo piceno possa presto tornare ad essere sede di arrivo di tappa come avvenne 14 anni fa (19 maggio 2004) con la la tappa Porto Sant’Elpidio-Ascoli vinta in volata dallo sprinter Petacchi. Naturalmente la chiusura delle strade attraversate dalla corsa, e soprattutto l’obbligo di uscita allo svincolo del Marino per i veicoli in transito sulla superstrada direzione Ascoli, hanno creato non pochi disagi alla viabilità. Quasi tutto il traffico, in entrata e in uscita dalla città, per circa un’ora è stato deviato a Monticelli dove si è formato un maxi ingorgo con auto a passo d’uomo da Brecciarolo fino allo stadio “Del Duca”. Il sacrificio è stato bene o male “digerito” da tutti. La speranza è che possa essere ripagato da una futura tappa del Giro con arrivo (o partenza) ad Ascoli.
LA FOTOGALLERY DI ANDREA VAGNONI
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