Cinquestelle, 27 milioni di euro
per il primo acquedotto antisismico
dopo i 5,8 milioni per la crisi idrica

ASCOLI - M5S annuncia il finanziamento governativo per l'impianto tra Capodacqua e Borgo di Arquata. Il candidato sindaco Tamburri, il consigliere regionale Giorgini e il consigliere comunale Manni denunciano il disegno politico tra Pd e spezzoni del centrodestra ascolano per rimuovere Alati dalla presidenza della Ciip
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di Adriano Cespi

«Pd e centrodestra ci accusano di essere impreparati. Di non saperci muovere tra uffici e ministeri. E noi li lasciamo parlare perché, al contrario loro, preferiamo la concretezza». Massimo Tamburri, candidato sindaco del M5S, solitamente moderato nei toni e nelle reazioni, stanco degli attacchi provenienti dalle forze politiche avversarie, sceglie i toni alti per annunciare alla città una delle opere più importanti per Ascoli e provincia. E lo fa nel corso di una conferenza stampa organizzata nella sede elettorale di via del Trivio, adiacente il Meletti.

Giorgini, Tamburri e Manni durante la conferenza stampa

«Avevamo detto che avremmo fatto del tutto per mettere in sicurezza il sistema idrico del Piceno – annuncia Tamburri – e così è stato. Ieri è stato firmato a Palazzo Chigi, su proposta del nostro ministro alle Infrastrutture, Danilo Toninelli, un decreto del presidente del Consiglio dei ministri che sblocca i fondi e destina un finanziamento di 27 milioni di euro per la realizzazione del primo acquedotto antisismico italiano. Infrastruttura che sarà costruita, c’è già il progetto preliminare definitivo, tra Capodacqua di Arquata del Tronto e Borgo di Arquata e che sostituisce, finalmente, quella gravemente danneggiata dal sisma del 2016. Insomma, dopo le tante promesse vane fatte in questi anni dal Pd, finalmente, grazie all’interessamento dei nostri deputati, Rachele Silvestri, Giorgio Fede e Roberto Cataldi, il nostro territorio inizia a vedere i fatti perché noi quello che diciamo lo facciamo. E, in appena dieci mesi e mezzo di governo a guida M5S, siamo riusciti a veicolare sul nostro territorio, non sul nord delle Marche come sempre avvenuto con Renzi e Gentiloni, 5,8 milioni per l’impianto di soccorso di Castel Trosino e questi 27 milioni per l’acquedotto di Capodacqua».

Giacomo Manni

MANNI ATTACCA FIORAVANTI E CELANI

Toni alti quelli di Tamburri, “barricaderi” quelli del consigliere comunale uscente, Giacomo Manni. «Diciamolo chiaramente – affonda l’esponente pentastellato – Ascoli, tra il dominio incontrastato del nord delle Marche grazie alla politica del Pd, e il nulla prodotto da vent’anni di centrodestra a guida Celani, prima, e Castelli, poi, è stata ridotta ad un paesotto, con una situazione demografica inquietante, da vero e proprio spopolamento. In pochi anni, infatti, siamo scesi sotto i 49.000 abitanti. Basta, quindi, con le sciocchezze che continuano a raccontarci quelli del centrodestra tipo crisi economica mondiale o consumi fermi. Perché proprio in questo periodo una città a 30 km di distanza da noi, come Teramo, è, invece cresciuta per numero di abitanti. Ed ora quegli stessi che in questi decenni hanno provocato questo impoverimento cittadino, parlo di Marco Fioravanti e Piero Celani, ce li ritroviamo ancora una volta a proporsi come quelli che cambieranno le cose, che rilanceranno la città, che risolleveranno il capoluogo. Mi domando ma dove sono stati questi due in tutti questi anni? Sbaglio o uno ha fatto il presidente del Consiglio comunale per cinque anni appoggiando sempre le politiche di Castelli e l’altro è stato sindaco di Ascoli per un decennio e poi consigliere regionale? E allora uno si chiede: perché non si sono mossi in tutto questo tempo se davvero volevano il bene della nostra città?».

Il candidato sindaco Massimo Tamburri e l’onorevole Rachele Silvestri (Foto Edo)

LA CRISI IDRICA ESPRESSA IN CIFRE

La gravità della situazione in cui versano le sorgenti del Piceno è riassunta nei dati elaborati dal consigliere regionale, Peppino Giorgini. «Rispetto all’emergenza rappresentata dalla carenza d’acqua potabile, sopperita, solo in parte, con gli impianti di soccorso di Santa Caterina e Fosso dei Galli, attraverso chiusure notturne – spiega l’esponente sambenedettese del M5S – ci ritroviamo con una portata prelevata pari a 643 litri al secondo contro i 1.275 al secondo che sarebbero l’optimum. Con una perdita, dunque, del 50%. Ebbene, il progetto di Capodacqua ci dà una certa tranquillità, ci permette di sopravvivere, ma da qui in poi dobbiamo individuare nuove falde, fonti alternative dove andare a captare acqua potabile. Magari in Umbria. Basti pensare che su 415 manufatti per il trasporto dell’acqua ben 300 sono danneggiati. E in piena crisi idrica, il governatore delle Marche, Ceriscioli, riuscì addirittura a dirottare su Pesaro 5 milioni di euro, anziché destinarli a chi ne aveva urgente bisogno, come il Piceno».

Il sentore Giorgio Fede e il consigliere regionale Peppino Giorgini

IL PROGETTO PD-PEZZI DI CENTRODESTRA PER RIMUOVERE ALATI DALLA PRESIDENZA DEL CIIP

Critiche, attacchi, polemiche. Ma l’affondo politico più forte arriva alla fine, a conclusione dell’incontro con la stampa. Denuncia Giorgini: «In Regione circola una voce insistente e preoccupante – svela il consigliere del M5S – che vedrebbe Giacinto Alati, il presidente del Ciip, consorzio ritenuto da tutti in Italia come un’eccellenza, un modello di buona gestione, rimosso dalla sua carica. Questo attraverso un accordo tra il Pd e pezzi del centrodestra ascolano che si formalizzerebbe col voto comunale del 26 maggio per poi arrivare a concretizzazione, in autunno, con l’elezione per il rinnovo delle cariche». Giorgini non svela il nome del candidato sindaco intorno al quale questo progetto sarebbe stato elaborato. Tuttavia conclude il suo intervento mettendo sull’allerta gli ascolani. «Allora, sono arrivati questi 27 milioni di euro – chiosa Giorgini – e tra gara d’appalto e inizio lavori dovrebbe passare un annetto circa, anche se spero si riesca a fare prima visto che l’attuale acquedotto di Capodacqua, dopo gli smottamenti provocati dal terremoto, si ritrova, per alcuni tratti, sospeso nel vuoto. Ebbene, se questo corposo finanziamento è arrivato è anche merito degli ingegneri della Ciip che avevano già pronto il progetto e, soprattutto, della capacità gestionale di Alati tipica del manager e non del personaggio piazzato lì per nomina politica».

Giacinto Alati, presidente Ciip

LE ALTRE INFRASTRUTTURE E LA RICHIESTA DI DIMISSIONI DI FABIANI

A margine della conferenza Manni annuncia che «a maggio verrà ad Ascoli Mauro Coltorti, presidente della Commissione Opere pubbliche». «Con lui – puntualizza il consigliere M5S – affronteremo alcuni nodi relativi alle infrastrutture come ad esempio la pedemontana Ascoli-Teramo e la Ferrovia dei due mari per Roma, sulla quale c’è uno studio di fattibilità finanziato dal Governo su nostra indicazione».

Sergio Fabiani, presidente Provincia

E per chiudere la stoccata finale: «Come feci qualche mese fa, rilancio la richiesta nei confronti del presidente della Provincia, Sergio Fabiani, di dimettersi da qualche incarico visto che ne ricopre ben quattro: presidente della Provincia, presidente Ato delle acque, ente di cui non si comprende l’esistenza, e ancora presidente Piceno Consid, e sindaco di Montegallo, Comune colpito fortemente dal terremoto. Assurdo che su una persona sola si concentri tanto potere».


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