“Jules e Jim”, infinito amore
Filippo La Porta
e il capolavoro di Truffaut

CUPRA - Appuntamento al Cinema Margherita il 24 aprile con la proiezione dell'opera uscita nel 1962, recentemente restaurata. Il critico parlerà dei temi e delle storie di un film che ha fatto la storia della settima arte
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Una serata da vivere col cinema dei grandi classici. Tra questi vi è sicuramente “Jules e Jim”, capolavoro di François Truffaut datato 1962, oggetto di culto e ispirazioni per generazioni di cineasti e amanti della settima arte.

Un’immagine iconica di “Jules e Jim”

A parlarne, il 24 aprile alle 21,15 presso il Cinema Margherita, sarà il critico Filippo La Porta che svilupperà il tema de “L’amore secondo Truffaut in Jules e Jim” e risponderà alle domande del pubblico.
Ovviamente, non mancherà la proiezione del film, recentemente restaurato e tratto dall’omonimo romanzo di di Henri-Pierre Roché, che nel 1963 fu premiato in Italia con il Nastro d’argento.
La storia è nota. Nella Parigi bohémienne degli anni Dieci, due uomini e una donna provano ad amarsi oltre le regole, attraverso il tempo, la guerra, matrimoni e amanti, illusioni e delusioni. Al centro di tutto Jeanne Moreau con i suoi travestimenti, il suo broncio altero e la sua voce magica che percorre tutti i tourbillons de la vie.
“Abbiamo giocato con le sorgenti della vita, e abbiamo perso”. Appunto, il film definitivo sul perdere, sul perdersi. Con le sue ellissi, la sua luce, il suo passo urgente e malinconico, la sua impetuosa esplorazione di una cosa chiamata cinema e di una cosa chiamata amore, “Jules e Jim” è un infinito capolavoro d’utopia, infinitamente replicato in tanti film.


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